Greenwashing, cosa indica il caso DWS per il futuro dell’Esg

2 Settembre 2021, di Alberto Battaglia

Le indagini della Sec e della Bafin sulla società di investimenti DWS, accusata di aver fuorviato gli investitori sull’entità di asset gestiti con approccio sostenibile, ha messo in guardia tutto il settore sul crescente controllo delle autorità in materia Esg. La popolarità degli investimenti contraddistinti dalla sostenibilità sociale, ambientale e di governance, infatti, ingigantisce sempre di più gli interrogativi su cosa possa effettivamente essere definito come sostenibile.

“La definizione di cosa sia veramente l’Esg o l’investimento responsabile è stata oggetto di dibattito fin dalla sua creazione”, ha detto al Financial Times Sébastien Thevoux-Chabuel, gestore di portafoglio di Comgest. “[Quello che] è successo a DWS potrebbe accadere a quasi tutti gli investitori”.

Greenwashing, servono criteri omogenei

Il timore che dietro ai proclami del marketing si possano celare casi più o meno eclatanti di greenwashing è, secondo alcune rilevazioni, uno dei principali dubbi dei risparmiatori, quando si parla di sostenibilità. Con questo termine ci si riferisce a pratiche comunicative fuorvianti che, in vario modo, puntano a connotare con i caratteri della sostenibilità anche prodotti che, ad esempio, contengono aziende ad alto impatto ambientale.

Nel caso di DWS l’ex responsabile globale per la sostenibilità, Desiree Fixler, licenziata quest’anno, ha accusato la società di aver sovrastimato a 900 miliardi di dollari il volume degli asset gestiti con criteri Esg. Le affermazioni sono state respinte dalla stessa DWS, che ha rivendicato quanto scritto nella relazione 2020, finita sotto la lente delle autorità di vigilanza tedesca e americana.

“Non credo che DWS sia il gestore peggiore in alcun modo”, ha aggiunto Catherine Howarth, amministratore delegato di ShareAction, l’ente non a scopo di lucro per gli investimenti responsabili, “se DWS ha avuto questo problema, allora molti altri gestori patrimoniali hanno questo problema. Non penso che fossero un’anomalia o un paria totale lì – molti altri [gestori patrimoniali] stavano facendo qualcosa di simile”.

L’attuale carenza di standardizzazione non aiuta gli investitori a confrontare le pratiche dei diversi asset manager. “L’integrazione varia a seconda del gestore”, ha raccontato uno specialista Esg presso una società globale, in condizione di anonimato, “il greenwashing entra in gioco se si sta facendo qualcosa di diverso da quello che si dice di fare… La mia più grande paura è svegliarmi la mattina e scoprire che siamo stati accusati di greenwashing”.