Grecia: è la fine dell’austerity, ma cicatrici sono evidenti

18 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

Dopo ben 8 anni al comando la Troika prepara le valigie per lasciare la Grecia. Giovedì il parlamento ellenico ha approvato l’ultimo pacchetto di austerity imposto da Fmi, Bce e Ue permettendo così ad Atene di ricevere l’ultima tranche di aiuti pari a 11 miliardi per ristrutturare il debito.

Il tutto per arrivare alla data cruciale del 20 agosto prossimo quando scadrà il commissariamento della Troika e il paese potrà tornare a camminare sulle sue gambe. I numeri sono alti: 240 miliardi di prestiti, 15 tagli alle pensioni e un PIL tornato a salire all’1,4% nel 2017. “I segnali di ripresa sono innegabili”, dice Dimitris Liakos, uno dei consiglieri economici più ascoltati di Alexis Tsipras che snocciola un pò di dati. Produzione industriale al massimo da dieci anni, disoccupazione in calo dal 27,8 al 21% e creazione tra gennaio e maggio di 264mila posti di lavoro grazie al turismo.

Numeri positivi che celano però una verità amara. La popolazione greca è stremata da una cura da cavallo senza precedenti. Lo dice il potere d’acquisto sceso del 24% e secondo l’Eurostat il 21 per cento dei greci vive in assoluta povertà, numeri raddoppiati rispetto al 2008. 130 mila persone, il 333% in più del 2013 hanno rinunciato alle eredità lasciate dai parenti perché non avevano i soldi per pagare le tasse, raccontano dall’associazione notarile nazionale greca. Insomma se i numeri ufficiali tornano in territorio positivo gli effetti veri sulla popolazione ancora non ci sono e anzi saranno molto lenti ad arrivare. Il premier Tsipras ha cercato di dare un contentino distribuendo il surplus di bilancio (1,4 miliardi nel 2017) alle fasce sociali più a rischio ma è poco. Il consenso nei sondaggi del premier di Siryza è ai minimi storici e un compagno di partito di Tspiras, racconta Repubblica, confida:

“Mi aspetto due sorprese. La prima è vedere per la prima volta Tsipras in cravatta, come ha promesso di fare in caso di sforbiciata all’esposizione. La seconda sono le elezioni anticipate”.