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Grecia di nuovo a rischio default, troika si spacca

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L’Eurozona si trova a dover fare i conti con una vecchia crisi: quella della Grecia e del suo debito giudicato “esplosivo” dal Fondo Monetario Internazionale. Malgrado gli anni di riforme economiche e sacrifici del popolo in nome dell’austerity e del rientro del bilancio, il debito pubblico della Grecia resta insostenibile e l’istituto di Washington non è più pronto a dare aiuti se prima non viene ristrutturato il fardello statale.

Per lo meno così dice l’ultimo rapporto dello staff dell’Fmi, che mette in disaccordo persino i membri del board dello stesso gruppo. Le divisioni interne all’Fmi e in seno alla troika dei creditori di Atene – dal momento che le autorità europee non sono affatto dello stesso parere dell’istituto, rischiano di mettere a repentaglio il nuovo piano di aiuti indispensabile per il governo per tirare avanti.

L’analisi dell’Fmi ha messo in dubbio la buona riuscita dell’ultimo pacchetto di aiuti per la Grecia. La partecipazione del Fondo alla prossima fase del programma di salvataggio del paese fortemente indebitato è un aspetto chiave e una condizione imprescindibile perché i parlamenti di Germania e Olanda approvino il piano.

La percentuale rispetto al Pil del debito pubblico della Grecia sfiora il 180%. Atene è il secondo paese più indebitato in termini assoluti dopo l’Italia, il cui rapporto debito/Pil supera il 130%. La media per gli Stati membri dell’area euro è di circa l’82% (valore a cui si avvicina per esempio l’Austria).

Grecia: Bruxelles non fa sconti, Fmi vuole farsi da parte

Nonostante i timori di insolvibilità legati al debito della Grecia, un paese su cui gli investitori hanno perso fiducia come mostra il nuovo balzo dei tassi di interesse a 2 anni sopra il 10%, Bruxelles ha però escluso una ristrutturazione o un “perdono” del debito prima della conclusione dell’ultima fase del piano di aiuti prevista nel 2018.

Jeroen Dijsselbloem, il presidente dell’Eurogruppo ha ribadito tale posizione, puntualizzato che non ci sarà alcuna concessione in questo senso nei confronti del debito accumulato dalla Grcia e che l’analisi dell’Fmi sulle prospettive di crescita del paese sono esageratamente pessimiste.

“È sorprendente, specialmente se si pensa che la Grecia sta facendo meglio di quello che dice il rapporto” dell’Fmi, ha dichiarato Dijsselbloem, il quale ha il compito di presiedere i consigli dei ministri dell’area euro. La Grecia, secondo lui, contrariamente a quanto sembrano indicare i numeri pubblicati dallo staff dell’Fmi, sta assistendo a “una ripresa economica abbastanza buona al momento”.

Nei giorni scorsi l’Fmi ha rivelato che i membri del suo direttorio non sono tutti convinti che debbano essere imposte ad Atene ulteriori misure di austerity per soddisfare le richieste dei creditori. La maggior parte dei 24 esponenti del board stima che la Grecia riuscirà a ottenere un surplus primario dell’1,5% del Pil e pertanto che non dovrebbe apportare tagli ulteriori al bilancio. Ma una parte del board ha sottolineato che il paese dovrebbe invece ricorrere ad ulteriori misure di rigore, per arrivare a un surplus del 3,5% del Pil, il livello che è stato concordato con l’ultimo piano di salvataggio.