Governo, focus su Irap per abbassare tasse su imprese

20 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – “Fare promesse prima della redazione della Legge di Stabilità è difficile”. A dirlo Luca Lotti, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio nel corso di un dibattito a Linkontro, annuale appuntamento di Nielsen con la business community dei consumi. Al centro dei pensieri del Governo il taglio delle tasse, in primo luogo l’Irap, la spina al fianco delle imprese.

“Certo continueremo a tagliare le tasse, come ha detto Matteo Renzi ieri in streaming. Dare attenzione all’Irap e alle pensioni più basse. Continueremo con questi piccoli cambiamenti che vanno ad incidere nelle tasche degli italiani e per le nostre grandi imprese”.

Renzi vorrebbe anche ridurre l’Irpef, ma visti i limiti di bilancio, il governo non può permettersi sia gli sgravi Irpef per il ceto medio sia il taglio dell’Irap già previsto nel 2017 per alleggerire il carico fiscale sulle imprese. Sul tavolo dell’esecutivo ci sarebbero sconti sino ai redditi di 75mila euro e anche una flat tax per il ceto medio con aliquota al 27%. Le coperture arriverebbero dal rientro bis dei capitali esteri (con riapertura della voluntary disclosure) e dal taglio degli sconti fiscali.

Come spiega il Corriere della Sera “sul piatto ci sono già i 3,8 miliardi stanziati per la riduzione dell’aliquota fiscale sulle imprese dal 27,5 al 24%. Il problema è che sono pochini per fare un intervento sull’Irpef ampio e percepibile, a meno di non immaginare un intervento in più tappe”.

“I 3,8 miliardi non basterebbero per sfoltire il numero delle aliquote sui vari scaglioni di reddito, che oggi sono cinque, e che il premier vorrebbe ridurre a tre, né per ridurre il livello di quelle più basse, che interessano più direttamente il ceto medio. Solo per avere un’idea, lo sgravio di 80 euro lordi mensili concesso ai lavoratori dipendenti con i redditi fino a 26 mila euro, costa 10 miliardi di euro a regime”.

Piano di sgravi spalmato su due anni

Il piano di riduzione delle tasse sarà dunque a sgravi modulari e biennale. A un primo intervento limitato nel 2017 seguirà uno più consistente nel 2018, quando ci sarebbero maggiori spazi nel bilancio pubblico. E proprio sul capitolo delicato delle tasse, ieri il premier Matteo Renzi nella sua newsletter Enews si è posto un interrogativo: “sulle tasse, dove ho sbagliato?”.

“Tutti gli indicatori dicono che i cittadini non stanno notando nessuna discesa delle tasse. Eppure c’è, eppure è evidente per gli addetti ai lavori, eppure nessun Governo ha fatto quanto noi sulle tasse”.

E via l’elenco di quanto lavoro e quanti sforzi ha fatto il suo Esecutivo in tema di carico fiscale sia per le imprese che per le famiglie.

“Via l’Irap costo del lavoro; via l’Imu e la Tasi sulla prima casa; i mitici 80 euro che tutti deridono ma che, alla fine dell’anno, sono 960 euro; il credito di imposta al Sud; il super-ammortamento al 140% per chi mette soldi in azienda anziché in tasca; gli incentivi per chi assume; via l’Imu e l‘Irap agricola; il canone Rai che passa da 113 euro a 100 euro; le tasse locali che per legge non possono più aumentare. Nonostante tutto questo, gli italiani pensano che le tasse siano aumentate”.

Un vero e proprio sfogo quello del premier Renzi che menziona un episodio accadutogli in prima persona che riguarda sempre la questione tasse.

“Ieri uscito dalla Messa, mi sono fermato a parlare con il mio amico Gilberto, commercialista. “Matteo, che soddisfazione. Ieri ho fatto vedere a alcuni clienti quanto risparmiano di Irap quest’anno. Non ci credevano!” Effettivamente non ci credevano. E forse neanche adesso ci credono, purtroppo (…) C’è qualcosa che non funziona, che dite? Sapete che mi fido molto di chi riceve e segue le enews: mi aiutate a capire dove ho sbagliato?”