Governo Cottarelli “anti democratico”, M5S: “A Roma il 2 giugno”

29 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Carlo Cottarelli, economista e commissario alla spending review nominato nel 2013 da Enrico Letta, è stato incaricato dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, di formare il nuovo governo. Sarà probabilmente un uomo solo al comando, in quanto occuperà al contempo il posto di primo ministro e capo del Tesoro. E sarà anche molto solo in Parlamento vista l’opposizione delle maggior parte delle forze politiche al suo esecutivo di transizione “non politico”.

“Andrò in Parlamento per presentare una legge di bilancio e in caso di fiducia mi dimetterò ad inizio 2019, in alternativa mi dimetterò subito per andare a elezioni dopo agosto”, così Cottarelli accettando l’incarico.

Due le caratteristiche di questo governo: sarà snello e avrà al suo interno esponenti prestigiosi, non politici, in alcuni casi anche ex ministri o rappresentanti delle istituzioni. Tutti si impegneranno a non presentarsi alle prossime elezioni. La sarà presentata al Quirinale in tempi strettissimi, forse già entro oggi, senza preventive consultazioni.

Dopo il giuramento e il passaggio della campanella con Paolo Gentiloni, potrebbe andare subito al Senato a chiedere la fiducia, anche se c’è chi non esclude il voto pro o contro governo addirittura già la prossima settimana. L’economista spiega che si presenterà in Parlamento con un programma che porti l’Italia al voto nel 2019, dopo il sì alla Legge di Bilancio, se avrà la fiducia; o ‘dopo agosto’ se non l’avrà.

“Quella di ieri è stata la notte più buia della democrazia italiana. Il presidente della Repubblica Mattarella ha deciso di scavalcare le sue prerogative costituzionali e di non far andare al governo una forza politica, il MoVimento 5 Stelle, che ha preso 11 milioni di voti“, scrive Di Maio sul blog dei 5 Stelle.

“Un governo che avrebbe avuto la maggioranza assoluta del Parlamento grazie al contratto siglato con la Lega. Al governo ha deciso di mettere dei tecnici che non hanno mai preso un voto, guidati da Cottarelli, con la sicurezza che non avranno nessuna maggioranza parlamentare. Quindi avremo un governo non solo non votato dal popolo, ma neppure dal Parlamento. Un vergognoso unicum nella storia della Repubblica”.

La situazione viene definita dal leader del M5S, il primo partito del paese, “molto grave, gravissima”, osservando che “in Italia puoi fare il Ministro anche se sei un condannato, un indagato per mafia, per corruzione, uno che va a prostitute, ma guai se hai osato criticare l’Europa. Il voto degli italiani è stato totalmente svuotato del suo valore”.

Elezioni anticipate: come un referendum sull’euro

Molti partiti hanno già annunciano però l’intenzione di votare contro questo esecutivo. A Palazzo Madama i voti contrari all’esecutivo del professore sarebbero già 246, 85 in più della maggioranza assoluta di 161. Anche senza fiducia, il governo rimarrà in carica per sbrigare le pratiche correnti prima del voto in autunno. I mercati pagano le incertezze e soprattutto lo scenario di un’elezione che, dopo quanto accaduto con il veto sul nome di Paolo Savona, risulterà un po’ come un referendum pro o contro l’area euro.

Sulla carta dunque Cottarelli non avrebbe i numeri in Parlamento mentre Salvini avverte Berlusconi: ‘Se voterà la fiducia al nuovo governo, addio all’alleanza”. Il Pd è per ora l’unico partito rappresentato in parlamento ad aver annunciato il sì. Forza Italia sembra divisa sulla questione.

Nel frattempo, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, usando toni durissimi, chiamano alla mobilitazione popolare contro i cosiddetti poteri forti e l’Europa delle banche, a difesa del diritto dei cittadini italiani di decidere il proprio governo.

La Lega annuncia che sarà presente in mille piazze il 2 e il 3 giugno, i Cinque Stelle, invece, puntano tutto su una manifestazione nazionale, a Roma il 2. Lo stesso il Pd che annuncia, invece, per il primo giugno una mobilitazione nazionale, sempre a Roma, a difesa del Colle e della Costituzione.