Goldman Sachs: “Fed più aggressiva delle stime, alzerà i tassi quattro volte nel 2022”

10 Gennaio 2022, di Mariangela Tessa

Il 2022, ormai non è un mistero, segnerà la fine delle politiche espansive della FED e l’avvio della fase del rialzo del tassi che per Goldman Sachs potrebbero essere superiori a quelli del consensus degli analisti.

Goldman Sachs, le attese sui tassi Usa

L’ultimo meeting della banca centrale Usa ha confermato un atteggiamento più “falco” delle attese. Tanto che alcune banche d’affari hanno deciso di modificare le precedenti previsioni. È il caso di Goldman Sachs, che in una nota In una nota pubblicata nel fine settimana, Goldman Sachs ha aggiornato le proprie stime, prevedendo quattro aumento dei tassi d’interesse nel 2022  e non più tre, come messo in conto in precedenza.

Secondo Jan Hatzius, chief economist di Goldman, il processo di riduzione del bilancio potrebbe iniziare “già nel mese di luglio”.

“Con l’inflazione probabilmente ancora ben al di sopra dell’obiettivo Fed ad inizio estate, non crediamo più che l’inizio della riduzione del bilancio sostituirà un rialzo dei tassi trimestrale. Continuiamo a vedere aumenti a marzo, giugno e settembre, mentre abbiamo aggiunto un nuovo aumento nella riunione di dicembre”.

Bullard (FED) conferma: “primo rialzo dei tassi a luglio”

Intanto, il tono hawkish (da falco) emerso dai verbali dell’ultima riunione Fed ha continuato a condizionare l’andamento dei listini con debolezza sia dei mercati azionari che di quelli obbligazionari.
Come hanno fatto notare gli esperti di Mps Capital Services l’aspetto che probabilmente ha più sorpreso il mercato, oltre alla possibilità di un rialzo anticipato dei tassi, è stato il riferimento al processo di riduzione del bilancio (quantitative tightening) che, secondo alcuni partecipanti, potrebbe avvenire poco dopo il primo rialzo dei tassi.

“Ricordiamo che l’ultima volta che la Fed iniziò il processo di riduzione del bilancio (ottobre 2017), questo avvenne quasi due anni anni dopo il primo rialzo (dicembre 2015)”.

A supportare tale visione all’interno del board, sono giunte le parole del membro votante, Bullard, il quale ha dichiarato di attendersi tre rialzi per il 2022, con il primo che dovrebbe avvenire già nella riunione di marzo.

In un discorso alla CFA Society di St. Louis, Bullard ha spiegato che la stressa potrebbe esserci per permettere alla Fed di “essere in una posizione migliore per controllare l’inflazione”. Bullard è un componente con diritto di voto nel Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, ed è stato tra i primi, nel 2021, a parlare della necessità di limitare la politica molto accomodante avviata con l’inizio della pandemia di coronavirus.