Goldman Sachs, “alta probabilità” di una correzione nei prossimi mesi

29 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

“Qualunque sia il grilletto, una correzione di qualche tipo ha un’alta probabilità di accadere nei prossimi mesi”, ha scritto lunedì Peter Oppenheimer, capo stratega azionario globale di Goldman Sachs. La banca d’affari Usa è preoccupata e ha lanciato molteplici allarmi nell’ultimo mese.

Goldman Sachs considera che lS&P 500 sia entrato nel periodo più lungo dal 1929 senza una fase di correzione più ampia del 5% e che l’indice Cboe della volatilità (VIX), reputato il miglior indicatore di paura nel mercato, è in aumento. Il VIX ha toccato un massimo di 13,21 punti lunedì, salendo dalla quota del giorno prima di 12,4 e in rialzo dai minimi storici dei 9 mesi precedenti.

Questi sono stati caratterizzati da una cronica mancanza di volatilità con il rialzo dei titoli azionari. Ma ora, con una fiducia crescente, i tagli fiscali introdotti dai repubblicani e il presidente Usa Donald Trump che minaccia di interrompere accordi commerciali in vigore da lungo tempo, il 2018 potrebbe provare a scuotere lo status quo. La chiave di volta potrebbe essere sempre la stessa: l’inflazione.

S&P 500 e MSCI: il periodo più lungo senza una correzione del 5%

L’indicatore di mercato Bull/Bear di Goldman Sachs è a livelli elevati, sebbene:

“la prosecuzione dell’inflazione di base bassa e la politica monetaria accomodante suggeriscano che una fase di correzione è più probabile dell’avvio di una fase di mercato ribassista”, ha spiegato Oppenheimer.

In questi casi è normale assistere a una fase di assestamento del mercato rialzista, che secondo Goldman Sachs, corrisponde mediamente a un ripiegamento del -13% su un arco di quattro mesi e richiede quattro mesi per il recupero. Il 23 gennaio la banca statunitense aveva detto che l’appetito per il rischio ha raggiunto livelli estremi sui mercati finanziari e che si è ridotto lo spazio per ulteriori rialzi.

“Nonostante le forti prospettive macro economiche, vale la pena ricordare che è tipicamente meglio comprare in un mercato quando le notizie sono scarse e le valutazioni sono basse rispetto a quando tutte le notizie sono buone e le valutazioni sono alte” come adesso, ha concluso sempre Oppenheimer.