Goldman Sachs ai dipendenti: “no donazioni a Trump”. Minaccia multe

7 Settembre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) –  Goldman Sachs vieta ai vertici della banca di contribuire finanziariamente alla campagna presidenziale di Donald Trump. Lo riporta un report diffuso dala stampa americana, in cui si specifica che la nuova regola è stata approvata il 29 agosto 2016,  in vigore dal primo settembre, e si basa sul divieto di effettuare donazione per i candidati in corsa presso gli uffici statali e regionali.

Secondo Politico e Fortune, nel documento inviato dalla banca d’affari ai suoi dipendenti si è fatto riferimento, a titolo d’esempio, del membro della Camera dei rappresentanti per lo stato dell’Indiana e candidato vicepresidente di Trump Mike Pence. La restrizione vale anche per le societa’ partner della societa’.

La decisione e’ stata presa con lo scopo di impedire che i dipendenti violino le regole del “pay-to-play” e per ridurre al minimo i danni alla reputazione della società. Lo schema Pay-to-play, come descritto dalla Sec, prevede contributi durante le campagne elettorali fatte da investitori allo scopo di ottenere maggiore influenza nei contratti pubblici.

Il mancato rispetto della regola – dice Politico – prevede multe e sospensioni temporanee nella conduzione di affari con clienti governativi.

La notizia, non ancora confermata dalla banca, ha destato sospetti, alla luce del fatto che il CEO della stessa Goldman Sachs Lloyd Blankfein in passato ha sostenuto e finanziato diverse personalità del Partito Democratico, tra cui la stessa Hillary Clinton nel 2007.

Fonte: Cnbc