Gesù criptovalute “molto preoccupato” per futuro Bitcoin

12 Dicembre 2017, di Daniele Chicca

La febbre da Bitcoin preoccupa il “Gesù del Bitcoin“, che ritiene i prezzi sopravvalutati rispetto alle reali potenzialità della criptovaluta più popolare al mondo. Secondo il trader Roger Ver il valore del Bitcoin è destinato a crescere ancora, ma sarebbe meglio investire nella versione Cash. È quello che ha fatto lui quando in agosto c’è stata la separazione tra Bitcoin e Bitcoin Cash, da preferire per la sua capacità di utilizzo.

“Sul breve termine può correre ancora molto”, secondo l’amministratore delegato di Bitcoin.com, ma non è più un investimento in una criptovaluta, bensì pura speculazione. “È diventato un gioco speculativo a questo punto, e questo tipo di giochi possono andare avanti a lungo, molte persone continueranno probabilmente a investire i loro soldi, anche per decenni, ma per quando riguarda il suo utilizzo come denaro, questo aspetto ormai è stato distrutto“.

E se viene a mancare questo elemento, allora Ver ha più di un motivo per “essere molto, molto preoccupato per il futuro del Bitcoin“.

Intervenendo ai microfoni della CNBC Ver, che viene soprannominato il “Gesù del Bitcoin” per aver creduto nella moneta digitale fin dalle sue origini, come dimostra il suo investimento da 25mila dollari nel 2011 (una scommessa che gli è fruttata teoricamente 425 milioni oggi), preferisce l’alternativa “Bitcoin cash”, un investimento che potrebbe essere ideale per chi ha perso il treno del Bitcoin cinque-sei anni fa.

Secondo Ver l’utilità del Bitcoin è stata irrimediabilmente compromessa, mentre quella della versione cash è ancora giudicata positivamente dal trader e imprenditore. Mentre i prezzi del Bitcoin sono balzati a nuovi record assoluti, il Bitcoin cash nato in agosto scambiava ieri in rialzo di oltre il 7,5% a $1.425, secondo CoinMarketCap.com.

Al loro debutto i nuovi futures sul Bitcoin con scadenza a gennaio e scambiati sulla piattaforma di trading Cboe di Chicago hanno visto un balzo di circa il 20% a quota 18.545 dollari. La commissione media per le transazioni di Bitcoin era di 12,42 dollari domenica scorsa, mentre per il Bitcoin cash è di appena 1,8 centesimi.

La febbre da Bitcoin è tale che la gente negli Stati Uniti sta abbandonando i piani di finanziamento immobiliare per comprare Bitcoin, talvolta indebitandosi. Lo ha riferito un funzionario delle autorità di regolamentazione americane, secondo cui il Bitcoin attraversa una fase di “mania”.

“Abbiamo riscontrato che ci sono cittadini che rinunciano al contratto di mutuo per comprare Bitcoin, e altri che usano carte di credito o ricorrono a linee creditizie”, ha raccontato Joseph Borg alla CNBC. La corsa del Bitcoin prosegue inarrestabile: da mille dollari a inizio anno, il prezzo è salito temporaneamente anche sopra i 19 mila dollari (stando ai dati Coinbase) e c’è chi – di questo passo – pronostica il superamento di quota 100mila dollari l’anno prossimo.