Germania vuole uscire da Ue ed euro in stile Brexit

30 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Non solo Brexit e Frexit: ora anche la Germania pensa a un referendum per uscire dall’Unione europea. Lo pensa almeno Beatrix von Storch, vice presidente del partito Afd (Alternativa per la Germania), che ha raccolto un boom di consensi nelle ultime elezioni regionali.

In un’intervista rilasciata al Sunday Express, von Storch ha espresso la linea del partito, confermando l’intenzione di proporre un referendum stile Brexit in Germania. Così von Storch:

“Desidero che ogni stato membro decida cosa sia giusto per sé, e l’unico modo per capirlo è indire un referendum, come nel Regno Unito”. D’altronde, ha proseguito, Schengen è già collassata. Secondo quanto stabilisce Schengen, le frontiere dell’Europa dovrebbero essere protette. Ma non lo sono”.

Dunque:

“Un referendum è l’unico modo attraverso cui il popolo tedesco può davvero esprimere se desidera rimanere nell’Ue, se desidera rimanere nell’euro, se desidera una riforma dei controlli alle frontiere per gestire la crisi dei migranti. Bisognerebbe dare voce al popolo, e chiedere ai cittadini cosa desiderano”.

Il partito di estrema destra AfD è riuscito ad aggiudicarsi ben 61 seggi in tre parlamenti regionali, nelle elezioni di marzo, arrivando secondo con il 24% dei voti in Sassonia-Anhalt.

“Siamo ancora un partito molto giovane, dunque si tratta di un successo enorme. Quanto è ancora più importante è il risultato nella regione Baden-Wuertemberg, dove abbiamo superato i socialdemocratici SDP, partito che fa parte della coalizione di governo, guadagnando il 15% dei voti. Il nostro successo dimostra che la gente non sostiene più le politiche della nostra cancelliera (Angela Merkel) e di altri partiti che la sostengono”.

Noi, continuando:

“siamo gli unici che affermano che l’unico modo che ha la Germania per lottare contro la crisi dei migranti e dei rifugiti sia quello di chiudere le frontiere”. Detto ciò, Beatrix von Storch afferma che AfD non è un partito di estrema destra, definendo i suoi componenti “conservatori sociali e liberali fiscali”.