Germania: niente coalizione governo, verso ritorno alle urne

20 Novembre 2017, di Mariangela Tessa

Niente da fare. Dopo oltre un mese di difficili negoziati, falliscono in Germania i tentativi di formare la cosiddetta coalizione “giamaica” tra cristianodemocratici, ecologisti e liberali. Sono stati questi ultimi a gettare la spugna, valutando le proprie posizioni troppo distanti da quelle degli altri potenziali partner.

Il terreno su cui si sono arenate le trattative è stata la questione dell’immigrazione e in particolare i ricongiungimenti familiari.

“E’ preferibile non governare che governare male”, ha dichiarato alla stampa nella notte da Berlino il presidente dell’Fdp, Christian Lindner, prima di lasciare la sala dei colloqui. Per Lindner non vi sono sufficienti “posizioni comuni e fiducia reciproca” per formare una coalizione.

Alla cancelliera Angela Merkel non è restato altro che ammettere il fallimento dell’intesa:

“Mi dispiace che non abbiamo potuto trovare una soluzione comune”, ha detto la cancelliera, promettendo di “fare il possibile perché il paese sia ben governato” nelle prossime future difficili settimane, in cui lei resterà alla guida degli affari correnti.

La Cancelliera ha inoltre ribadito l’unità della CDU e della CSU in questo passaggio definito “difficile” e l’intenzione di continuare a guidare il Paese. I negoziati di coalizione sono iniziati il 18 ottobre e si pensava che potessero terminare il 16 novembre dopo le elezioni del 24 settembre. L’alleanza CDU/CSU può contare su 246 seggi parlamentari su 709. La FDP ne ha 80 e i Verdi 67.

Mentre Merkel ha detto che incontrerà oggi stesso il presidente federale Frank Walter Steinmeier per “vedere insieme come dovranno procedere le cose”, gli analisti iniziano ad analizzare le possibili conseguenze del fallimento dei negoziati sui mercati. Il primo impatto è stato un calo repentino sul Forex dell’euro poco sopra l’area di 1,17 dollari.

Secondo Bill Blain di Mint Partners, l’incertezza tedesca potrebbe alimentare la volatilità dei mercati in particolare sulle economie più deboli, come Grecia e Italia. Per l’esperto, il peggior scenario è che la Germania torni alle urne a inizi del 2018, mentre il migliore è che in qualche modo la Cancelliera riesce a gestire la crisi, riuscendo alla fine a formare, anche se e debole e vulnerabile, una coalizione di governo.