GEAB: sarà “hard landing”. Cronaca di una crisi annunciata

10 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Cronaca di una crisi annunciata. Così il report GEAB descrive quanto sta accadendo sui mercati azionari, facendo notare una importante differenza rispetto a quanto accadde nel 2008.

“L’inizio del 2016 è stato caratterizzato da annunci su “cataclismi”, attesi quest’anno sui mercati azionari. Quello che è diverso ora rispetto al 2008 è che, stavolta, non sono alcuni analisti contrarian a dire ciò e a lanciare questi alert. Sono gli stessi istituti di alto livello a gridarlo: La Banca dei Regolamenti Internazionali, la Fed, (attraverso le parole di Richard Fisher, della Federal Reserve di Dallas), l’FMI, e alcune banche molto importanti: Société Générale, RBS e UBS. Tali attori (del mercato) si sono allineati ad altri analisti, come noi, per denunciare la creazione di una bolla finanziaria molto più gonfiata rispetto a quella precedente, e per dire che la ripresa economica dell’Occidente non è neanche reale”.

Una speranza, prosegue il report, è che i campanelli di allarme che vengono lanciati con cadenza quasi quotidiana, stiano anticipando un evento, e non descrivendolo. GEAB sostiene infatti che “il paradosso di una anticipazione che abbia successo dipende dal suo non verificarsi, dal momento che un problema che viene anticipato collettivamente è un problema risolto“. Detto questo, il dubbio è il seguente:

“Gli alert che vengono lanciati dal cuore stesso del sistema sono anticipazioni reali, o piuttosto descrizioni di situazioni di fatto (dunque già accadute?). Secondo il nostro team, il panico che sembra preoccupare i più importanti operatori del ‘sistema occidentale è arrivato troppo tardi per sostenere una facile transizione, ma la consapevolezza dichiarata permette ancora l’anticipazione di cambiamenti radicali all’interno di strategie di gestione della crisi da parte dell’establishment”.

Il problema è tuttavia rappresentato dalla “mancanza di immaginazione” di questo “establishment” , che consente l’introduzione di misure protezionistiche. In ogni caso, “diversamente dal 2008, la creazione di un nuovo sistema è una operazione avanzata in modo sufficiente da permetterci di anticipare che, invece di un forte collasso nel nulla, la crisi del 2016 corrisponderà soprattutto a un “hard landing”, a una nuova realtà a cui i grandi attori della vecchia realtà tenteranno di adattarsi, volenti o nolenti. Tale sforzo di adattamento richiederà loro di ricorrere in qualche modo a una ritirata tattica”.

Il GEAB elenca gli indicatori che, come in un barometro, hanno confermato lo scorso 13 gennaio l’intensificarsio di una tempesta deflazionistica.

  • L’indice GSCI Commodity Index delle materie prime scende a 284,7 (al minimo dal 2004)
  • Il Baltic Dry Index si attesta a 402 (il minimo dal 1985, quando è stato creato l’indice
  • La Banca centrale della Cina continua a svuotare le sue riserve di dollari dal giugno del 2014 al ritmo continuo di 37 miliardi di dollari al mese.
  • La banca centrale saudita versa nelle stesse condizioni
  • Diminuiscono anche le riserve delle banche centrali di Brasile, Giappone e Russia, Bank of England e della BCE , sebbene a un ritmo minore. I più importanti stati che detengono debiti in dollari vendono dollari in modo simultaneo.