Wall Street giù, ma per Dow miglior trimestre dal 1933

31 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Il trimestre è stato estremamente volatile sui mercati, come dimostra anche la prova a luci ed ombre dei principali indici dell’azionario, ma marzo è risultato il miglior mese da ottobre 2015. Per il Dow Jones è stata anche la reazione più positiva su base trimestrale dal 1933. Anche per l’oro è stato un trimestre da dimenticare, con il metallo che ha registrato un balzo del 16,5%, il più sostenuto in 30 anni di tempo.

S&P 500 e Dow Jones hanno registrato un progresso per il secondo trimestre di fila, facendo un progresso dello 0,8% e 1,5% rispettivamente. Nel solo mese di marzo l’indice allargato ha guadagnato il 6,6%, mentre il paniere delle blue chip è avanzato del 7,1% dal 28 febbraio al 31 marzo. E pensare che a un certo punto a inizio anno per gli indici principali di Wall Street il computo era negativo di anche il -11% nel 2016.

Oggi la Borsa americana si è trascinata stancamente, riportando una sessione all’insegna della cautela (e dei ribassi) dopo che gli ultimi dati sul lavoro e sul manifatturiero non hanno affranto gli animi dei trader. Si è così interrotta la serie di tre sedute positive consecutive. L’impressione generale è che i listini azionari Usa, per ora, abbiano finito la benzina.

Gli investitori si prendono una pausa nell’ultima seduta del trimestre prima della pubblicazione di dati chiave in ambito economico e in particolare sul mercato del lavoro. Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione settimanali sono inaspettatamente salite di 11 mila unità a quota 276 mila, i massimi da fine gennaio. Venerdì si conoscerà il rapporto occupazionale di marzo. L’indice Pmi di Chicago ha invece registrato un rimbalzo che fa ben sperare in marzo, recuperando 6 punti per posizionarsi in area 53,6.

Sul valutario dopo la pubblicazione dei dati economici il dollaro si rafforza sull’euro, con la moneta unica che vale $1,1385 contro i $1,1390 dell’apertura. Ieri Wall Street aveva chiuso in positivo grazie ai commenti accomodanti della Federal Reserve. La presidente Janet Yellen ha riferito che la banca centrale non alzerà i tassi ad aprile, lasciando intendere che quest’anno il costo del denaro verrà alzato un numero inferiore di volte rispetto alle quattro previste. Il mercato sconta due strette monetarie.

Le parole da colomba di Yellen hanno aiutato i listini azionari, penalizzando al contempo il dollaro sul mercato valutario, che fino a ieri traballava. Dopo due mesi da incubo, l’azionario statunitense e in generale in Occidente ha saputo reagire bene. Tanto è vero che il Dow Jones è ben impostato per chiudere marzo con un computo positivo del 7,3%.  Per tutti e tre i panieri sarebbe la migliore performance mensile da ottobre.

Nel trimestre il paniere delle blue chip dovrebbe comunque riportare un guadagno (per il momento il computo è di +1,7%), mentre l’indice allargato è in rialzo dell’1% circa. Discorso a parte merita il listino dei tecnologici: il Nasdaq-100 è infatti in calo del -2,8% da inizio anno.

Fed non fa abbastanza per contenere bolle di asset finanziari