Fintech: le linee guida della BCE

22 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Le società fintech che intendono ottenere una licenza bancaria devono presentare domanda di  autorizzazione all’autorità nazionale competente del paese in cui una banca intende stabilire la propria sede e spetterà poi alla stessa autorità insieme alla BCE effettuare la relativa valutazione e poi adottare la decisione finale da parte della Banca centrale.

Il Financial Stability Board (FSB) definisce come fintech “l’innovazione nei servizi finanziari resa possibile dalla tecnologia che può dar luogo a modelli imprenditoriali, applicazioni, processi o prodotti nuovi con un effetto associato rilevante sull’offerta di servizi finanziari”.

La BCE considera fintech le banche con “un modello imprenditoriale in cui la produzione e l’offerta di prodotti e servizi bancari si basano sull’innovazione resa possibile dalla tecnologia”. La stessa banca centrale europea ha pubblicato a marzo 2018 una guida alla valutazione delle domande di autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria degli enti creditizi fintech. Vediamo cosa prevede nello specifico.

Idoneità dei membri dell’organo di amministrazione

Per quanto riguarda l’idoneità dei componenti dell’organo di amministrazione, le banche fintech devono rispettare gli stessi criteri generali previsti per qualsiasi altra banca. In particolare gli esponenti aziendali devono possedere le conoscenze, le competenze e l’esperienza necessarie per l’esercizio delle loro funzioni. Tali requisiti includono conoscenze, competenze ed esperienza, pratica e teorica, adeguate nelle attività bancarie e/o finanziarie e inoltre, le banche fintech adottano modelli imprenditoriali a spinta tecnologica e pertanto le conoscenze, le competenze e l’esperienza sotto il profilo tecnico sono necessarie come quelle bancarie e devono essere sufficienti affinché i membri dell’organo di amministrazione possano assolvere i propri compiti.

Idoneità degli azionisti

Nel contesto di una procedura di autorizzazione gli azionisti titolari di partecipazioni qualificate sono soggetti agli stessi criteri di valutazione applicati all’acquirente di una partecipazione qualificata in un ente creditizio già esistente e l’assetto proprietario delle banche fintech può essere costituito dai fondatori e da vari investitori in venture capital. In alcuni casi il principale azionista di una banca fintech può essere un “incubatore di impresa”. Inoltre, all’avvio dell’attività spesso le banche fintech non hanno molte opportunità di attingere ai mercati del capitale pubblico (tramite operazioni di prima quotazione). L’organo di amministrazione concentrerà quindi gli sforzi sulla ricerca di fonti di finanziamento.

Struttura organizzativa

La BCE e le autorità nazionali competenti valutano in quale misura i richiedenti dispongono di un processo chiaramente definito per l’approvazione, la modifica, il rinnovo e il rifinanziamento dei prestiti, nonché per l’attestazione sia della tipologia di dati utilizzati nel processo di affidamento sia delle modalità con cui è assicurata la qualità dei dati. In particolare nel  vagliare le domande di autorizzazione delle banche fintech, verranno presi n considerazione i seguenti aspetti:

  • Struttura di governance e processo decisionale concernente la concessione del credito
  • Credit scoring
  • Metodi e dati di credit scoring

Programma di attività

Rispetto alle banche tradizionali, risulta spesso meno chiaro il modo in cui le banche fintech svilupperanno le attività, poiché è più difficile elaborare previsioni sul numero dei clienti, sul livello delle vendite ecc. ecco perché le banche fintech richiedenti sono incoraggiate a predisporre un piano di uscita che dovrà essere presentato all’autorità di vigilanza solo se specificatamente richiesto sulla base delle peculiarità del loro modello imprenditoriale.

Obiettivo del piano di uscita è individuare il modo in cui la banca fintech richiedente possa cessare l’operatività di sua iniziativa in maniera ordinata e solvibile senza danneggiare i consumatori, causare turbative al sistema finanziario o necessitare di interventi regolamentari.

Infine ai fini della valutazione di capitale l’autorità di vigilanza dovrà anche tener conto di due aspetti fondamentali: capitale iniziale e liquidità.