Ferrero, Ferrari e Barilla, in cima alla classifica per reputazione secondo gli italiani

26 Agosto 2020, di Massimiliano Volpe

Ai manager italiani piace italiano. E’ quello che emerge dalla prima edizione dell’indagine sulla reputazione aziendale elaborata dall’istituto indipendente Ales Market Research e condotta su un campione di 1346 dirigenti, manager e analisti finanziari.

Sono Ferrero, Ferrari e Barilla le tre aziende che conquistano il podio delle 100 imprese con la migliore reputazione in Italia. Il Made in Italy viene premiato dall’indagine con 8 aziende nella top ten; oltre alle prime tre classificate spiccano Luxottica, Eni, Lavazza, Armani e il Gruppo FCA.

Non è un caso che nei sogni degli italiani ci sia proprio la voglia di lavorare proprio per il gruppo di Alba come emerge da una recente ricerca di dell’olandese Randstad e che Giovanni Ferrero con un patrimonio stimato a 32,8 miliardi sia l’italiano più ricco.

I marchi preferiti dagli italiani

Proseguendo l’analisi delle aziende con la migliore reputazione nei singoli settori, Intesa Sanpaolo è in testa nel bancario e assicurativo, Google nell’ informatica, Ikea in quello relativo a complementi d’arredo/tessile/casa, Accenture è prima tra le società di consulenza, Eni nel settore energia, acqua e gas, Amplifon nel farmaceutico & apparecchi, Hilton nell’hotel & turismo, Luxottica nel settore moda & accessori.

Le prime 50 aziende per reputazione in Italia

Il monitoraggio realizzato dall’indagine è stato aperto e gratuito e l’inserimento nella classifica determinato unicamente dall’opinione espressa da dirigenti e manager e non di un campione composto da soli consumatori.

“La reputazione è un elemento fondamentale, forse il più importante, per il successo di un’azienda sul mercato ed è per questo che la prima edizione dell’indagine ALES Merco Italia costituisce un contributo importante e inedito offerto alle aziende per comprendere i propri punti di forza e di debolezza, perché elaborato soprattutto grazie al giudizio di direttori d’azienda, manager e addetti ai lavori cioè da persone che conoscono profondamente il mondo delle imprese .Inoltre la metodologia risponde a criteri di indipendenza, perché nessuna azienda può pagare per essere inclusa nel ranking, verificabilità e trasparenza, perché viene pubblicato l’intero ranking così come verificato da KPMG– ha affermato Tommaso Pronunzio, Partner e CEO di Ales Market Research – E’ importante sottolineare il ruolo da protagoniste giocato dalle aziende del Made in Italy che hanno occupato quasi completamente le prime dieci posizioni, diviso equamente con le aziende estere la loro presenza numerica nella classifica generale e conquistato il primo posto in diversi settori. E’ un dato che dimostra ancora una volta la vitalità della aziende italiane e fa ben sperare per il futuro del nostro paese.”