Fed, nuove riunioni di emergenza. E l’incontro top secret Yellen-Obama

14 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Cosa sanno le banche centrali e i governi che noi non sappiamo? La Fed ha appena indetto una riunione di emergenza: la seconda in tre giorni. Non solo, qualche ora dopo la fine del meeting c’è stato un incontro a porte chiuse tra il numero uno della Fed, Janet Yellen e il presidente Usa, Barack Obama.

La riunione di ieri si è tenuta alle 15 ora di New York, come si legge nello stesso sito della Fed: all’ordine del giorno, un confronto per parlare di mercati finanziari, istituzioni e infrastrutture.

E’ la seconda riunione di emergenza indetta dalla Fed in tre giorni, dal momento che un altro meeting ha avuto luogo nella giornata di lunedì, 11 aprile quando, stando all’ordine del giorno comunicato, la Fed ha parlato invece dei tassi di sconto.

E’ importante ricordare che l’ultima volta che la Fed ha indetto una riunione di emergenza simile a quelle appena concluse è stata lo scorso 21 novembre, un mese prima dell’annuncio del primo rialzo dei tassi in quasi dieci anni.

Non si sa molto dell’incontro Yellen-Obama, sebbene la Casa Bianca, abbia almeno diffuso un comunicato.

“Il presidente e Yellen si sono incontrati questo pomeriggio nell’Ufficio Ovale, nell’ambito di un continuo dialogo sullo stato dell’economia. Hanno discusso entrambi sull’outlook di breve e lungo termine della crescita, sulle condizioni del mercato del lavoro, sulle diseguaglianze, e sui rischi potenziali che incombono sull’economia, sia negli Stati Uniti che a livello globale. Hanno anche discusso del progresso significativo che è stato raggiunto attraverso la Riforma di Wall Street, intesa a rafforzare il nostro sistema finanziario e a proteggere i consumatori.

Particolare la coincidenza che si è verificata dopo entrambe le riunioni di emergenza, accompagnate dai guadagni dello S&P 500, che in tutti e due i casi ha testato i massimi del 2016.

Doppio meeting della Fed, per la Cina c’è odore di bruciato

La Cina ha evidentemente fiutato qualcosa, visto che, a seguito dei ben due meeting di emergenza da parte della Fed in tre giorni, la People’s Bank of China, ovvero la banca centrale del paese, è intervenuta con la svalutazione dello yuan più forte in tre mesi, ovvero dallo scorso 7 gennaio, e al secondo ritmo maggiore dalla svalutazione dell’agosto dello scorso anno, che seminò il panico tra i mercati.

Il fix dello yuan è stato drasticamente ridotto di 300 pips.

Questo, mentre è arrivata anche la notizia, riportata da Bloomberg, delle importazioni cinesi di marzo da Hong Kong, balzate di ben +116% su base annua. Per i trader, il dato maschera quelli che sono stati invece i flussi di capitali in uscita dalla Cina.

Fed, Beige Book

Dal Beige Book sono arrivate diverse indicazioni, secondo cui la Fed dovrebbe alzare i tassi. La politica monetaria della banca centrale Usa continua a far discutere per l’assenza di chiarezza.

  • Dai 12 distretti della Federal Reserve risulta che l’attività economica nazionale ha continuato a espandersi alla fine di febbraio-marzo, sebbene il ritmo sia stato diverso tra i vari casi.
  • La maggior parte dei distretti ha comunque riferito che la crescita economica si è attestata in un range di crescita tra il modesto e il moderato.
  • La spesa dei consumatori è aumentata in modo modesto nella maggior parte dei distretti.
  • Le condizioni del mercato del lavoro hanno continuato a rafforzarsi e gli investimenti delle aziende sono saliti nella maggior parte dei distretti.
  • Espansione anche nel settore delle costruzioni e immobiliari.
  • Miglioramento nelle condizioni del credito, nella maggior parte dei distretti.
  • La dinamica dei salari è aumentata in generale, con la maggior parte dei distretti che ha riportato una crescita dei salari a ritmi lievi e, in alcuni casi, anche considerevoli.