Fed, mercoledì stime PIL e tassi: le attese del mercato

18 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Mentre l’inverno delle politiche monetarie a tasso zero continua, i fari del mercato sono puntati questa settima sulla Federal Reserve, che mercoledì alzerà il velo sul costo del denaro. Secondo il consensus, la banca centrale Usa dovrebbe lasciare i tassi inalterati i tassi nella forchetta tra il 2,25 e il 2,5%. Queste le attese del mercato anche alla luce delle recenti indicazioni del numero uno Jerome Powell che ha confermato in più occasioni un atteggiamento “prudente” per via dei segnali di rallentamento dell’economia globale.

Resta da capire invece cosa farà la Fed con il suo bilancio. A questo proposito Powell fornirà i dettagli del programma di vendita di bond (Quantitative Tightening). Non solo. Sarà importante inoltre vedere quali saranno le nuove previsioni economiche della banca centrale americana.

“È difficile fare previsioni, soprattutto riguardo al futuro’: questa massima di Yogi Berra,  ci sembra particolarmente significativa in relazione all’ossessione degli investitori per le decisioni di politica monetaria della Fed. Al momento vi è un intenso dibattito riguardo a dove si collochi il livello ‘neutrale’ della politica monetaria e grande preoccupazione riguardo alle mosse della banca centrale che hanno il potenziale di innescare un’inversione del ciclo economico” ha scritto a questo proposito Craig Blum, Portfolio Manager, TCW, in una nota.

Chance di un rialzo dei tassi date all’1% dai mercati

“La nostra view su questo tema si distingue dalle interpretazioni più diffuse per il fatto che, a nostro avviso, la situazione attuale di fragilità ha le proprie radici proprio nella fase di ‘easy money’ – vale a dire di abbondante capitale disponibile – che l’ha preceduta”.

Sempre secondo Blum,

“Il deficit da migliaia di miliardi di dollari e la vulnerabilità fiscale del governo USA a rendimenti obbligazionari più elevati sono una conseguenza. La causa è stata la scelta di adottare la crescita del credito, la svalutazione della moneta e l’aumento del costo della vita come obiettivi ufficiali della banca centrale.

Di conseguenza, “pur riconoscendo il rischio che la Fed inasprisca la politica monetaria al di là del livello di neutralità, facendo invertire la curva dei rendimenti e innescando la prossima recessione, a nostro avviso è la lunga lista di errori passati che offre la spiegazione migliore di come si è arrivati a questa situazione”.

Secondo DWS la Fed probabilmente non sorprenderà i trader. Rialzo tassi quasi impossibile (1% di chance secondo i mercati)