Evasione fiscale, Grecia impone blocco dei conti correnti

8 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Grecia è ancora alle prese col difficile percorso di risanamento delle finanze pubbliche. Una delle principali battaglie che il Governo Samaras si trova a combattere è quella all’evasione fiscale, che raggiunge livelli persino più alti di quelli registrati in Italia. Per recuperare parte del sommerso e porre un forte deterrente all’infedeltà fiscale, il Parlamento di Atene sta per approvare una legge che consentirà allo Stato di confiscare i conti correnti degli evasori.

La misura riguarderà sia i conti on lineche quelli tradizionali, intestati a chiunque abbia pendenze col Fisco. Ogni prelievo bancomat verrà bloccato, perché i titolari non disporranno più delle somme depositate. Sarà una brutta sorpresa per tutti i cittadini che credevano di farla franca, soprattutto dopo che una legge analoga del 2011 (il blocco in quel caso riguardava il blocco solo della metà delle giacenze e non consentiva una reale confisca delle somme, ndr) era entrata in vigore senza però essere mai applicata.

La misura non piace affatto ai greci, molti dei quali starebbero già aggirando l’ostacolo depositando il proprio denaro presso amici e parenti, prima che arrivino le “ganasce” del Fisco. Il fenomeno è stato descritto ampiamente anche dalla stampa nazionale e internazionale, con una buona eco – per ragioni comprensibili – soprattutto in Germania.

Il quotidiano Die Welt, per esempio, ha raccolto le dichiarazioni di alcuni ateniesi intervistati in merito alla faccenda. Molti hanno ammesso di conoscere qualcuno che ricorre al deposito presso conoscenti per scappare dai controlli fiscali. “Ho amici che ormai non hanno più denaro sui loro conti – racconta un ateniese al giornale – ed hanno parcheggiato tutti i loro risparmi presso i parenti, affinché nessuno glieli possa togliere”.

La popolazione è delusa anche perché l’applicazione della precedente norma, in attesa di quella più stringente, sembra non abbia portato alcun beneficio alle casse dello Stato. Agli occhi dei più, le istituzioni hanno perso ogni credibilità dopo anni di cattiva gestione della cosa pubblica. Per questa ragione, ad esmepio, molti imprenditori hanno confessato ai giornalisti tedeschi di non pagare le tasse perché da anni lo Stato è in ritardo con i pagamenti.

La nuova legge, stando alle intenzioni dell’Esecutivo, dovrebbe dare poteri quasi “marziali” allo Stato: sequestro immediato delle giacenze, non solo per chi sia un evasore acclarato. La confisca scatterebbe anche per i casi ancora irrisolti e, nel caso in cui la Magistratura dovesse accertare l’innocenza del contribuente, le somme verrebbero restituite solo in un secondo momento.

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