Eurozona: senza inflazione, prestiti non saranno ripagati

7 Dicembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – I banchieri centrali di tutto il mondo sono pietrificati all’idea di una deflazione, dal momento che questa ucciderebbe il sistema finanziario: senza inflazione, i prestiti non verranno ripagati in Eurozona, come sottolinea Egon von Greyerz in un’intervista a Kings World News.

Per il fondatore di Matterhorn Asset Management & GoldSwitzerland, diventato famoso per le sue previsioni azzeccate sul Quantitative Easing, sui movimenti nel vautario e su alcuni dei principali eventi di geopolitica ed economia internazionali, persino con tassi di deposito negativi e con un costo del denaro vicino allo zero (0,05%) in Eurozona non riescono a creare inflazione.

Oggi prevede un elevato rischio di un grande conflitto militare il cui finale è impossibile da pronisticare. Lo stesso Bill Gross, ex Ceo di Pimco e ora consulente finanziario di Janus Capital, ha avvertito che gli investitori rischiano di troarsi come Willy il Coyote, in una sorta di momento di Hyman Minsky.

Il riferimento è al popolare cartone animato in cui il coyote continua con ostinazione a inseguire la sua preda, l’uccellino Beep Beep, anche sull’orlo del precipizio, fino al momento in cui si accorge che sotto di lui non è rimasto che il vuoto e non gli resta che rassegnarsi impotente alla caduta rovinosa.

Secondo il broker “vedremo un ribasso dei principali mercati azionari, per il semplice fatto che tutti gli operatori sono troppo rialzisti. Con  il passare del tempo, le Borse subiranno cali del 50-75%, prima che il ciclo ribassista volga al termine”.

Sono affermazioni forti, ma che si basano su un principio ormai collaudato, secondo il quale i banchieri centrali hanno fallito e il ciclo economico della crisi finanziaria del 2008 in realtà non si è ancora del tutto consumato, proprio perché se le economie occidentali sono uscite dal pantano della recessione è principalmente grazie a droghe monetarie effimere.

Basta guardare alla reazione insolita che hanno avuto i mercati, in particolare quelli valutari, alle (mancate) decisioni prese da Draghi, presidente della Bce. “Le puntate short sull’euro nel cambio con il dollaro sono troppo numerose. Gli investitori erano e sono troppo ottimisti sul dollaro. Motivo per cui abbiamo visto un calo repentino del biglietto verde e un aumento della moneta unica del quattro per cento”.

“Sono il genere di sorprese che vedremo nei prossimi mesi”. È l’effetto di una situazione sbilanciata per la quale “i mercati stanno scommettendo pesantemente in una sola direzione“.

Fonte: King World News