Europa, Krugman: “Stagnazione secolare è tornata”

21 Settembre 2016, di Daniele Chicca

GINEVRA (WSI) – Il problema che sta ossessionando Krugman sul fronte economico europeo riguarda il problema degli aggregati: “la stagnazione secolare è tornata. Preoccupa la nozione di una debolezza persistente dell’economia”.

“La demografica europea somiglia da vicino a quella del Giappone con 15 anni di ritardo “, ha detto durante un intervento al Graduate Institute di Ginevra, a un passo da organizzazioni internazionali come Onu, WTO e Oms.

Nella lecture intitolata “Cosa abbiamo imparato dalla crisi” il premio Nobel per l’economia ed editorialista del New York Times ha detto che “la peggiore cosa che può capitare a un’economia è quella di avere un sistema in cui paesi senza surplus sono costretti a imporre misure di rigore mentre quelli con alti livelli di surplus non hanno alcun incentivo ad essere espansivi” e promuovere investimenti. È quello che sta succedendo in Eurozona.

La coesione politica è quello che sta tenendo in piedi l’Europa, secondo il professore di Economia della City University di New York, come dimostra il caso greco. Si parla dell’avanzata dei populismi, ma in un paese dove i costi umani ed economici sono stati enormi, la gente ha dimostrato di voler rimanere nell’area euro. Anche perché chi lascia l’euro, da trattati, è obbligato anche ad abbandonare l’Unione Europea.

Europa non era pronta e non lo è ora

“Non vedo arrivare una enorme crisi, a meno che non venga dal piano politico, bensì un sistema sottoperformante che creerà tanti problemi“, ha dichiarato Krugman.

Nell’area euro le crisi dei paesi membri erano preventivabili. La lezione della crisi del debito europeo è anche questa: che l’austerity avrebbe avuto costi molto elevati si sapeva, ma è stato comunque fatto. In Indonesia la crisi è scoppiata dal nulla, perché il debito era misurato con la valuta di qualcun altro. Non è stato il caso in Eurozona.

“La moneta unica ha gravi problemi” strutturali, secondo il professore, guardando al futuro, aiuterà la consapevolezza che la Bce possa intervenire come prestatore di ultima istanza. Rispetto all’area del dollaro Usa, dove tutto è integrato dal fisco alla finanza, l’Europa della moneta unica non è e non è stata prima pronta a far parte di un’unica entità.

È ironico che secondo Krugman la componente politica sia l’ultimo baluardo per impedirne il collasso.