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Euro, scenario è ribassista. Le stime di Goldman Sachs e degli altri

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ROMA (WSI) – Il boom dell’euro delle ultime ore non deve trarre in inganno.

Nella sessione di martedì, la moneta unica ha segnato un rally spettacolare, +2% nei confronti del dollaro, verso quota $1,12. Il boom è stato di 300 punti base rispetto alle 24 ore precedenti, a fronte del Dollar Index che ha sofferto la seconda perdita più forte in sei anni, ovvero dal 2009. In attesa della Bce, l’euro è scambiato in calo dello 0,25% a $1,1124 alle 10.55 circa ora italiana.

Secondo Gregg Gibbs, responsabile della strategia di mercati dell’Asia Pacifico presso RBS, intervistato dalla Cnbc, quella di ieri è stata semplicemente una reazione tecnica.

“L’inflazione più alta in Eurozona e i segnali di una soluzione della crisi greca hanno scatenato operazioni di short covering”, ha detto.

Gibbs ritiene che la settimana sarà particolarmente volatile per l’euro, che dovrebbe poi, a suo avviso, tornare a scendere per testare “nuovi minimi al di sotto di $1,05 entro la fine del 2015”.

La moneta è ancora in calo -18,62% rispetto al dollaro, su base annua. E gli strategist ritengono che la discesa non sia finita.

“L’inflazione core nell’area Euro stava scendendo molto prima che iniziasse il calo dei prezzi petroliferi – ha scritto Goldman Sachs in una nota, nella serata di ieri – E l’inflazione core rimarrà probabilmente attorno ai livelli attuali nei prossimi mesi….ciò si tradurrà in un ulteriore indebolimento dell’euro verso il dollaro”. Motivo per cui Goldman ritiene che non solo si raggiungerà la parità, ma che l’euro scenderà nell’arco di un anno a $0,95, per poi scivolare a $0,80 entro il 2017.

La Bce ovviamente condizionerà l’andamento della moneta unica.

Kathy Lien, managing director di BK Asset Mamagement, ritiene che le prossime ore “saranno estremamente importanti per l’euro”. La Bce non dovrebbe cambiare la propria politica monetaria, “ma il tono del presidente Mario Draghi, durante la conferenza stampa, potrebbe avere un impatto significativo sulla moneta. Se sarà ottimista, l’euro supererà quota $1,12, ma se mostrerà cautela e preoccupazione riguardo ai rischi al ribasso, la moneta ridurrà i guadagni velocemente”.

In ogni caso, a dispetto dei timori sulla sostenibilità della ripresa americana, “il premio sul rischio è orientato a favore di un euro più basso, viste le nostre stime su un miglioramento dei dati Usa”, conferma Goldman Sachs. (Lna)[ARTICLEIMAGE]

Fonte: CNBC