Euro digitale: la Commissione Europea avvia consultazione, i motivi

6 Aprile 2022, di Gianmarco Carriol

Dopo le valutazioni da parte della Casa Bianca sulla possibile realizzazione di una CBDC, ovvero un dollaro digitale della banca centrale, la BCE sta esaminando come potrebbe funzionare un piano per l’emissione di un euro digitale in una fase che durerà fino a settembre 2023.

Euro digitale, parte la fase di studio

La Banca centrale europea e la Commissione esaminano congiuntamente, a livello tecnico, un’ampia gamma di questioni politiche, giuridiche e tecniche relative all’eventuale introduzione dell’euro digitale. La Commissione desidera raccogliere le opinioni delle parti interessate su bisogni e aspettative degli utilizzatori riguardo all’euro digitale e su come renderlo disponibile per il commercio al dettaglio, preservando allo stesso tempo il corso legale del contante. La consultazione mira inoltre a raccogliere opinioni sul ruolo dell’euro digitale nei pagamenti al dettaglio e nell’economia digitale dell’UE, sul suo impatto sul settore finanziario e sulla stabilità finanziaria, nonché sugli aspetti relativi alle norme antiriciclaggio e alla protezione dei dati.

In una dichiarazione, i ministri degli interni del blocco hanno affermato che sarebbero necessarie nuove leggi per sostenere questa misura e hanno affermato che la valuta digitale non dovrebbe sostituire le normali banconote e monete. A partire da giugno, i ministri delle finanze dell’UE discuteranno di altre questioni problematiche come l’impatto sulla stabilità finanziaria e il ruolo delle banche private e delle società di pagamento nella distribuzione di un euro digitale.

Mairead McGuinness, Commissaria per i Servizi finanziari, la stabilità finanziaria e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato:

“Negli ultimi anni la digitalizzazione ha portato a cambiamenti innovativi nel sistema finanziario, con l’uso crescente di mezzi di pagamento digitali da parte dei consumatori. Si prevede che tale tendenza continui in futuro. Man mano che i pagamenti privati si digitalizzano, anche la moneta della banca centrale deve essere resa più moderna. La forma digitale consentirebbe all’euro di rimanere rilevante in un mondo digitale e contribuirebbe a rendere l’euro accessibile a tutti, aggiungendosi al contante”.

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato:

“L’euro digitale offrirà importanti opportunità per la nostra economia. Adattando la moneta pubblica al 21º secolo possiamo rafforzare il ruolo dell’euro sulla scena internazionale e sostenere l’autonomia strategica aperta dell’UE”.

Preoccupazioni sul fronte privacy

Se l’Unione Europea emettesse una valuta digitale dovrebbe stabilire leggi in settori come la privacy e l’antiriciclaggio, ha affermato la Commissione Europea, il ramo esecutivo dell’UE, in un documento pubblicato martedì.

La consultazione, aperta fino al 3 maggio, pone domande su questioni relative a un potenziale euro digitale come la facilità d’uso, la disponibilità, le tariffe, gli standard e i limiti alle partecipazioni necessari per salvaguardare la stabilità finanziaria. La consultazione mira a raccogliere ulteriori informazioni sugli impatti previsti sui settori chiave (intermediazione finanziaria, servizi di pagamento, commercianti), utenti (associazioni di consumatori, associazioni di dettaglianti), camere di commercio e altri attori del commercio internazionale. Idee su come la progettazione di un euro digitale potrebbe proteggere la privacy e consentire l’anonimato tra le parti che effettuano transazioni o le loro banche è un argomento molto importante da affrontare. La privacy è emersa come lo scoglio principale in una consultazione della Bce lo scorso anno ed è destinata a rimanere fonte di controversia.

La valuta digitale europea potrebbe essere utilizzato da residenti nell’UE, turisti o partner commerciali, afferma la consultazione. Il documento è il probabile precursore della redazione di leggi che potrebbero uscire all’inizio del prossimo anno.