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Euro, conto alla rovescia. Il cambio reale si deciderà in pochi giorni

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LEGNANO (WSI) – Continuiamo dunque, e ieri ne abbiamo avuto ennesima conferma, a focalizzare la nostra analisi intermarket dei mercati finanziari su due cardini principali dal punto di vista del valutario: l’euro e la sterlina.

Così come continuiamo a monitorare con grande attenzione l’azionario che, nonostante la sostanziale stazionarietà, permane su livelli sostenuti fornendoci elementi tecnici per ritenere che possibili sono i raggiungimenti sui punti di massimo recenti.

Fronte euro

Fermo restando il vero e proprio diktat che impone che l’operatività venga implementata attraverso elementi tecnici riscontrabili sui grafici, non vi è alcun dubbio che vi sono market mover di carattere economico e talvolta politico e di scenari internazionali, che si ripercuotono in maniera significativa sui prezzi. O, modificando il proprio punto di vista, che sono l’interruttore che attiva dei movimenti di prezzo già verosimilmente in gestazione. Già, perchè la price action dell’eurodollaro ci restituisce l’ipotesi che il cambio stia in qualche modo attendendo un evento scatenante la volatilità che è stata la vera assente di questa settimana.

Questo weekend si voterà per eleggere il Parlamento Europeo, organismo istituzionale finora minoritario rispetto a Commissione e Consiglio Europeo, veri ed unici soggetti in seno ai quali si sono finora decise le sorti dell’Unione Europea. Questa volta però questa tornata elettorale riveste un’importanza senza precendenti nel momento in cui l’enorme crisi economica e sociale che stiamo vivendo ha sollevato violenti venti anti-europeisti ed alimentato sentimenti di scetticismo verso l’esistenza stessa dell’Europa così per come è stata finora concepita, e di conseguenza su quello che da molti è dipinto come il vero male e cioè la moneta unica.

La crescita spasmodica di consensi per partiti e movimenti euroscettici pone di fatto un warning non di poco conto anche per chi si trova ad operare sui mercati finanziari in quanto sin dall’apertura dei mercati di domenica sera, già signifcative potrebbero essere le conseguenze sul valore dell’euro, in maniera generalizzata contro tutte le valute, laddove le proiezioni e poi i risultati dovessero confermare il prevalere delle forze anti-europeiste.

Una verosimile reazione impatterebbe quindi in termini di potenziale e repentina svalutazione dell’euro, così come un verosimile fenomeno di risk off che potrebbe dunque andare a premiare quegli asset percepiti come safe haven quali yen, franco svizzero e il dollaro americano stesso sul fronte valutario, oro ed obbligazionario con Bund tra l’incudine e il martello in quanto titolo rappresentativo del paese core dell’Eurozona.

I movimenti visti anche ieri hanno confermato di fatto la presenza di momentum ribassista per l’eurodollaro che ha ritestato i punti di minimo, ma rispetto al quale va conservata l’idea che quella attuale possa essere una fase di accumulazione in grado di far ripartire il prezzo al rialzo con una dinamica tipica di pulizia di stop sotto i minimi e di ricarica del prezzo per nuove salite.

Suggeribile dunque la non detenzione di posizioni durante il weekend per il rischio di importanti aperture in gap, ammenochè non si tratti di posizioni strutturali di medio periodo. Oggi andrà posta particolare attenzione alla pubblicazione del PIL Tedesco alle ore 8, così come l’Indice Ifo Tedesco alle 10, con probabile volatilità di breve da poter sfruttare anche da subito in rottura della congestione notturna.

Fronte sterlina

Come pure ribadito nei giorni scorsi, la protagonista annunciata della settimana era senza alcun dubbio la sterlina. Dopo la pubblicazione di martedì dei dati sull’Inflazione che hanno messo in luce un miglioramento su base annuale dell’1,8% rispetto ad attese di 1,7% ed ad un dato precedente di 1,6% con il dato core si è attestato al 2% da attese di 1,8% e precedente di 1,6%, abbiamo seguito mercoledì le Vendite al Dettaglio e le Minute della Bank of England con, nel primo caso, ancora una volta dati sorprendentemente positivi a valori di 1,3% su base mensile rispetto alle attese ed al dato precedente di 0,5% ed addirittura una crescita al 6,9% su base annuale da comparate al 5,2% delle aspettative ed al 4,8% precedente, confermando l’ormai sostenuto percorso di ripresa dell’economia britannica.

Nessuna novità sul fronte delle Minute del MPC (il braccio di politica monetaria della Bank of England) delle quali paventavamo perfino un’importanza minore rispetto ad altre perché successive all’Inflation Report e alla Press Conference del Governatore Mark Carney della settimana scorsa. Confermata infatti l’unanimità dei voti su tassi di interesse e QE e contenuti pressoché identici a quelli emersi dal report dal punto di vista degli scenari di crescita ed inflazione, quest’ultima sempre più vicina ai target di medio periodo Abbiamo già descritto come, su quest’ultimo versante, le aspettative sui tassi restino dunque quelle che Carney ha lasciato trasparire nell’ultima apparizione dove ha ribadito che rialzi dei tassi dovranno essere graduali e a livelli consistentemente ridotti rispetto a quelli pre-crisi, non facendo naturalmente cenno alla tempistica circa questi presunti innalzamenti comunque legati a parametri quali l’incremento della produttività e dei salari reali, ancora non soddisfacenti. Ieri la pubblicazione del Prodotto Interno Lordo ha evidenziato perfetta coincidenza con le attese sul dato annuale al 3,1%, di per sé pazzesco se comparato ai dati di crescita dei paesi dell’Eurozona.

Questa volta però la reazione della sterlina è stata ribassista, laddove l’attenzione appare anche in questo caso molto rivolta ad aspettative di brevissimo che sono andate ad innescare una dinamica di veloci prese di profitto pure in un contesto tecnico di più ampio respiro che resta assolutamente rialzista e che pone il pound come la major più forte in questo momento storico. Ben lontana infatti, per quello che concerne il cable, il raggiungimento di supporti statici degni di nota per la prosecuzione di discese che non appaiono probabili nei prossimi sviluppi del prezzo. Dal punto di vista del calendario macroeconomico, oltre ai già citati dati tedeschi della mattina, vale la pena citare le release sull’Inflazione del Canada alle 14.30 e quella sulla Vendita di Nuove Abitazione negli Stati Uniti delle ore 16.

QUADRO TECNICO

EurUsd: ritestati dunque i minimi per il cambio che ieri ha ancora una volta raggiunto l’area di supporto cruciale a 1,3650, perforando fino a 1,3640. Buona precisizione tecnica quelal vista anche ieri, con l’impostazione ribassista delgrafico a 4 ore, che evidenziava precise confluenze grafiche tra livelli statici e media mobile esponenziale a 21 periodi. Ottime conferme sono arrivate anche dal grafico orario che ci ha permesso di leggere grazie soprattutto alla media mobile esponenziale a 21 periodi, i punti di possibile ripartenze bullish con target sui punti di minimo. Il grafico daily ora evidenzia l’appoggio sulla media mobile a 200 periodi con la possibilità dunque di assistere a correzioni in ottica rialzista come dimostra la potenziale dicvergenza regolare rialzista su H1 implementabile sopra 1,3655 con target a 1,3685 da cui poter valutare allunghi verso area 1,37 prima di verosimili nuove vendite. Rotture ribassiste invece, pongono l’area compresa tra 1,3580 e 1,36 come quella raggiungibile e per prese di profitto prima di correzioni in chiusura settimanale dei mercati.

UsdJpy: confermato il buon quadro tecnico del cambio. Precisa la dinamica infatti che ha vistole rotture ribassiste sotto 101,15 ed auspicato il raggiungimento sui punti cruciali a 100,80 per rientri in chiusura di giornata sopra 101,30, che ci hanno confermato il probabile scenario rialzista che ieri si è ben sviluppato fino al target individuato ad area 101,85. L’analisi volumetrica di ieri ha messo iin evidenza il verosimile caricamento delle posizioni in acquisto sui punti di minimo confermato dalla divergenza rialzista su time frame a 4 ore tra prezzo e oscillatore stocastico. Sul grafico orario ora vediamo la formazione di uno scenaro bullish con le medie mobili ben orientare al rialzo e con verosimili test di area 101,70, che potrebbero vedere pure il formarsi di divergenze inverse rialziste prezzo-stocastico verso area 102 e 102,35. Posizioni short implementabili invece sotto 101,60 per 101,30 e 101,15.

EurJpy: ancora riscontrabile l’impostazione ribassista sul cross che sul grafico a 4 ore ci dimostra ottime confluenze grafiche in area 139 dal quale il prezzo potrebbe ripartire in senso di ripresa dei punti di minimo, con 138,55 come primo livello di attenzione. Simile l’indicazione del grafico orario che però proprio su quest’ultimo punto potrebbe avvalorare l’ipotesi di rounding bottom per rirpese che sopra 139 potrebbero riportare la quotazione fino ad area 139,45.

GbpUsd: già ampiamente commentata nella prima parte dunque la dinamica che ha riguardato il cable sulle news pubblicate in questi giorni. Il grafico giornaliero ci conferma evidentemente l’impostazione rialzista con l’area della media 21 che ancora costituisce un punto di riferimento per test e ripartenze del prezzo.Confermata la valenza del supporto a 1,6850, ipotizzabile un’operatività in breakout della congestione notturna sopra 1,6870 per la rivisitazione di area 1,69 e possibili estensioni a 1,6820, così come al ribasso sotto 1,6850 per 1,6830 (stop in pari) e \1,6805.

AudUsd: estrema tecnicalità del cambio che dopo le buone riprese dai punti di minimo ci ha fatto assitere a puntuali ripartenze ieri dalla resistenza a 0,9270 verso i punti di minimo a 0,9210. Emblematica in questo senso la media mobile esponenziale a 21 periodi del grafico a 4 ore. Su questo stesso time frame è ora evidenziabile una divergenza regolare rialzista che in amniera conservativa può essere tradata sopra 0,9250, con 0,9275 per messa di stop in pari ed area 0,9300/15 per prime prese di profitto. 0,9250 rappresenta infatti un livello statico di resistenza per possibili ripartenze short guardando naturalmente ai punti di minimo.

Ger30 (Dax): giornata di assoluta lateralità quella vissuta ieri sull’azionario in generale e sul Dax. Che potrebbe dunque oggi farci assistere a strappi di volatilità sopra area 9.730 verso 9.775 e chiramente i punti di massimo. Più prudenza invece dal lato corto del mercato,con operazioni in questo senso che troverebbero buone conferme sotto 9.690/75 verso 9.630.

XauUsd (Oro): l’oro ormai mantiene la sua dinamica di oscillazione nervosa, restituendoci però nel complesso una quantomeno accettabile affidabilità dei livelli tecnici. 1.286, 1.292, 1.296, 1.301, 1.306. Ancora ieri ennesima conferma con la fiammata al rialzo verso 1.302, peraltro punto di transito della trendline discendente degli utlimi 3 massimi di swing, per nuove partenze al ribasso verso 1.296. Compleso dunque cercare spunti direzionali mentre appare decisamente più sensato operare nel breve conservando un Money management prudente sui livelli tecnici sopracitati, e ottica di breakout che ora è nuovamente da ricercare sopra 1.296 e sotto 1.292.

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