Ethereum, le prospettive per la seconda metà del 2021

8 Luglio 2021, di Alberto Battaglia

Rispetto all’ultimo picco, raggiunto a maggio, sia il Bitcoin sia l’Ether, la moneta nativa della piattaforma Ethereum, si ritrovano quasi dimezzate nel valore.
A distinguere le due performance, però, è uno sguardo esteso all’inizio dell’anno. Se Bitcoin si trova in rialzo del 19%, al 7 luglio, Ether ha guadagnato, nonostante il recente crollo, il 218% dall’inizio dell’anno. La sovraperformance rispetto al Bitcoin è comune, peraltro, anche alle altre maggiori alt-coin come XRP (+200%) e Cardano (+690%).

Ethereum, fondamentale nelle applicazioni blockchain

Ad attirare l’attenzione su Ethereum è il crescente utilizzo di questa piattaforma blockchain come base per altri servizi. La Banca europea degli investimenti, ad esempio, ha scelto Ethereum per compiere la prima vendita di un’obbligazione Ue attraverso questo canale.

Ethereum, poi, è la piattaforma di elezione per la maggioranza della app di finanza decentralizzata e per lo scambio di non fungible token (Nft). Secondo Stat of Dapps, sono 2.500 le applicazioni che attualmente utilizzano Ethereum. Anche per questo i prodotti di investimento dedicati ai crypto asset dedicano a Ether oltre il 25% delle risorse che hanno in gestione, a quanto risultava ad inizio giugno sul Digital asset fund flows weekly di CoinShares.

Il successo della piattaforma dovrebbe essere la premessa per il mantenimento del valore della sua criptovaluta nativa, che viene distribuita ai minatori che permettono il funzionamento della blockchain.
Questo almeno in teoria, dal momento che a guidare più di ogni altra cosa le valutazioni delle criptovalute sono decisioni principalmente speculative (come messo in luce, da ultimo, dalla Banca dei regolamenti internazionali).

L’addio al mining con la proof of stake

A giustificare, tuttavia, l’idea che Ether possa avere un futuro particolarmente roseo è l’importante aggiornamento che la piattaforma adotterà nel mondo in cui vengono verificate le transazioni. Come noto, il sistema di proof of work nato con il Bitcoin, che prevede onerose attività di mining per garantire la sicurezza del sistema sarà sostituito con un più pratico sistema noto come proof of stake.

Secondo Megan Kaspar, co-fondatrice della società di investimento in asset digitali Magnetic il passaggio alla proof of stake per Ethereum permetterà una riduzione delle emissioni di CO2 collegate al funzionamento della piattaforma del 99,9%, ha dichiarato a Yahoo Finance lo scorso maggio.
L’upgrade, che potrebbe associare Ethereum al concetto green, avrà una risonanza tale da accrescere ulteriormente l’attenzione su questa piattaforma. Secondo Kaspar, la prospettiva di crescita di Ether è a quota 8mila-10dollari entro la fine dell’anno. Rispetto ai valori attuali si tratterebbe di un incremento minimo del 300% circa.

Il passaggio annunciato di Ethereum alla proof of stake, previsto entro la fine dell’anno, non ha ancora una data ufficiale.