Doris, l’incredibile vita del decano della consulenza finanziaria

24 Novembre 2021, di Massimiliano Volpe

Ennio Doris, fondatore di Banca Mediolanum, è stato sicuramente il volto più celebre della consulenza finanziaria in Italia.

Si può tranquillamente affermare che il lavoro di consulente finanziario, per come lo conosciamo adesso, lo ha inventato lui.

Doris è l’uomo che ha cambiato il modo di fare banca puntando su innovazione, formazione ma soprattutto su ottimismo e passione.

Come ogni capo azienda la sua carriera ha dell’incredibile. Nato a Tombolo, in Veneto, il 3 luglio 1940, Doris inizia giovanissimo il suo percorso lavorativo come venditore porta a porta per la Banca Antoniana. Questa prima esperienza nel mondo bancario non dura però a lungo. Doris decide di cambiare settore per ricoprire il ruolo di direttore generale delle officine meccaniche Talin di Cittadella.

Nei piani di Doris c’è però quello di diventare imprenditore. Così nel 1969 inizia la sua attività di consulente per Fideuram con l’amico Gianfranco Cassol e poi, nel 1971, cambia casacca ed entra a far parte della Dival (gruppo RAS). Dopo dieci anni molto intensi, Doris arriva a guidare un team di 700 professionisti.

Durante quei primi importanti anni di esperienza sono innumerevoli gli incontri con clienti che gli affidano il loro “denaro che viene dal sudore e dal sacrificio” come ricordava lo stesso Ennio Doris. E’ in particolare decisivo l’incontro e il dialogo di una sera con un falegname che sceglie di investire una somma più che ragguardevole: 10 milioni di lire di circa quarant’anni fa. “Signor Doris, sa cosa le ho dato?” mi domanda il falegname “Sì, 10 milioni”, rispondo io. “No, si sbaglia”, mi dice. Mi fa vedere i calli impressionanti della mano destra e aggiunge: “le ho dato questi! E si ricordi che io non posso permettermi di ammalarmi, perché altrimenti la mia famiglia non va avanti”.

Quell’incontro segna per sempre la sua vita professionale. “Lì ho capito quello che dovevo fare: aver successo non perché sono bravo a vendere qualcosa, ma perché sono utile alle persone. Per farlo, però, devo avere a disposizione tutti gli strumenti necessari, compresi quelli bancari”, per realizzare quel progetto imprenditoriale in grado di offrire ai clienti risposte a tutti i bisogni finanziari delle persone.

Ennio Doris, come nasce Mediolanum

Il successo ottenuto con Dival invoglia Doris a creare un suo progetto imprenditoriale per offrire ai clienti una consulenza finanziaria finalmente globale a 360 gradi, una visione fuori dagli schemi per l’Italia di allora.

Nel 1981, Doris conosce Silvio Berlusconi a Portofino e dopo pochi giorni gli presenta la sua idea, convincendolo a prendervi parte. Nel 1982 nasce Programma Italia, la futura Banca Mediolanum, posseduta a metà con la Fininvest di Berlusconi.

Nei primi anni Novanta “importa” dal Regno Unito l’idea di una banca senza sportelli, quando internet inizia a muovere i primi passi anche in Italia. Un’intuizione, anche questa, in cui scorge con lungimiranza le trasformazioni che ancora oggi investono profondamente il settore bancario. La sua è una scommessa sul futuro, un invito a non aver paura.
Perché l’intelligenza e la capacità di costruire fiducia tra le persone resteranno al centro di tutto: “le filiali faranno la fine delle cabine telefoniche. Ma non sparirà la presenza umana” avrà modo di commentante negli anni successivi. Nella sua visione, infatti, questo innovativo modello di banca assegna un ruolo ancor più cruciale alle persone: “consulenti che guidano il cliente nelle scelte fondamentali della loro vita, in un mondo sempre più complesso”.

Inventa così un nuovo modo di fare banca, avvicinando la finanza alle persone e creando un modello industriale precursore dei tempi.

Nel giugno del 1996 l’azienda viene quotata a Piazza Affari ed entra a far parte dell’indice Mib 30 a partire dal 1998. Nel maggio del 1997 nasce la nuova Banca Mediolanum con Ennio Doris come presidente.

Nel 2000 Banca Mediolanum dà il via al processo di espansione all’estero approdando dapprima in Spagna per replicare il modello di successo italiano attraverso l’acquisizione del Gruppo Bancario Fibanc e proseguendo poi, l’anno successivo, con l’acquisto di Gamax Holding e di Bankhaus August Lenz & Co in Germania.

Sempre nel 2000 Ennio Doris ed Enrico Cuccia siglano un’alleanza che si concretizza in un accordo di joint venture e di scambio azionario fino al 2% tra Mediolanum e Mediobanca.

Per lungo tempo Doris è stato anche il testimonial pubblicitario della banca, con l’idea di rafforzarne e trasmetterne il senso di fiducia e trasparenza. Nel 2002 Doris viene nominato Cavaliere del Lavoro.

Nonostante la sua permanenza a Milano per motivi di lavoro, Ennio Doris è sempre stato legato alla cittadina di Tombolo dove è nato e cresciuto e dove trascorreva i fine settimana con gli amici di sempre e la famiglia.

Doris era sposato dal 1966 con Lina Tombolato dalla cui unione sono nati il figlio Massimo, oggi amministratore delegato di Banca Mediolanum e la figlia Sara, impegnata con la Fondazione Mediolanum a sostegno dell’infanzia in difficoltà.

Anche nel periodo più difficile della storia recente dell’Italia, con il Paese alle prese con l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, Ennio Doris non ha mai smesso di guardare al futuro con il suo ottimismo concreto e pragmatico.

Nel marzo del 2021 ha definito i vaccini “le nostre Forze Alleate, che progressivamente stanno liberando le popolazioni dall’oppressione pandemica” invitando tutti quanti a guardare con fiducia al momento in cui saremmo stati finalmente liberi dalla pandemia per ripartire di slancio: “dobbiamo farci trovare pronti per quando saremo liberati dal virus. Personalmente, vedo già molte condizioni favorevoli”.

Inguaribile ottimista, banchiere illuminato, pronto a fare la propria parte per il suo amato Paese, uomo guidato da una fortissima fede cattolica e mosso da un sincero principio di restituzione: Ennio Doris lascia Banca Mediolanum con in dote una rete di oltre 5.600 family banker, 3.140 dipendenti e una capitalizzazione di borsa della società di 6,5 miliardi di euro.