Elezioni Usa: Panama Papers chiuderanno campagna Clinton?

8 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) –  Risveglio amaro per l’ex first lady Hillary Clinton, in corsa alle primarie democratiche da cui dovrà uscire il nome del candidato in lizza come successore di Barack Obama alla Casa Bianca. Dopo le ultime vittorie  la Clinton potrebbe subire una forte battuta d’arresto che potrebbe far ribaltare la situazione e spianare la strada al suo avversario, Bernie Sanders.

E’ uno degli effetti del caso Panama Papers, l’inchiesta partita dallo studio legale Mossack Fonseca, che ha sede a Panama e riguardante oltre 200mila società offshore costituite per evadere il Fisco. L’indagine ha preso il via quando, nell’agosto 2015, venne consegnato al Süddeutsche Zeitung e poi al Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ) un fascicolo con oltre 11 milioni di documenti a cui hanno lavorato oltre 400 giornalisti per un totale di 107 agenzie di stampa coinvolte in più di 80 Paesi. Un’indagine planetaria che ha coinvolto 140 leader mondiali provenienti da 50 paesi diversi.

La prima vittima illustre è stata il premier islandese, David Gunnlaugsson che dopo aver tentato di sciogliere il Parlamento, alla fine ha dovuto rassegnato le dimissioni. E ora anche Hillary Clinton ha una bella gatta da pelare. Proprio la Clinton infatti ha sostenuto l’accordo commerciale con Panama che ha di fatto consentito a molti politici, imprenditori, personaggi famosi di evadere.

All’epoca dell’accordo fu proprio Bernie Sanders a mettere in guardia il Congresso:

Il fatto è che Panama è il leader mondiale quando si tratta di permettere agli statunitensi e alle grandi aziende di evadere le tasse negli Stati Uniti, nascondendo il loro denaro in paradisi fiscali offshore. E l’accordo di libero scambio con Panamá renderebbe una brutta situazione ancora peggiore. Ogni singolo anno, i ricchi e le grandi aziende evadono cento miliardi di dollari di tasse degli Stati Uniti attraverso paradisi fiscali clandestini e illegali, a Panamá e in altri paesi”.

Una situazione che potrebbe inevitabilmente portare vantaggio allo stesso Sanders e porre fine così alla corsa alla Casa Bianca dell’ex first lady già accusato dal suo avversario democratico per corruzione politica, interventi militari disastrose e la sua collusione con Wall Street. Se venisse dimostrato che la Clinton è coinvolta anche nei Panama Papers, ciò costituirà un ulteriore importante linea di attacco per Sanders nel prossimo dibattito testa a testa in programma il 14 aprile a New York.