Economia

Elezioni Usa, tanto panico per nulla: “effetto Trump minimo”. Come investire

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NEW YORK (WSI) – Dopo la reazione di panico iniziale al trionfo di Donald Trump, i mercati si stanno via via stabilizzando. A uno scossone iniziale su azionario e valutario, le Borse europee sono in ripresa, così come il dollaro e gli indici principali viaggiano in negativo di appena un punto percentuale. Il risultato delle elezioni presidenziali americane è più scioccante dal punto di vista politico che finanziario: non si può sapere ancora per certo l’impatto che avrà sull’economia e si possono solo fare supposizioni. In quest’ottica conteranno molto le scelte che prenderà Trump da oggi al suo insediamento.

“I rischi maggiori li vedo per gli Emerging ed eventuali iniziative protezionistiche”, dice Claudia Segre della fondazione Global Thinking Foundation. In media i sondaggi davano Hillary Clinton in vantaggio di una manciata di punti, ma si sapeva che la sfida sarebbe stata equilibrata. Clinton era più debole nelle proiezioni sui Collegi Elettorali che su base assoluta nazionale (voto popolare) e andava meno bene di Barack Obama in 10 dei 12 grandi Stati in bilico, come Florida e Ohio, dove poi ha perso.

Pur sconfitta malamente in termini di grandi elettori, Clinton potrebbe anche finire per aggiudicarsi un numero di singoli voti più alto di Trump in termini assoluti, come accaduto ad Al Gore nel 2000 (al momento quando manca l’ufficializzazione di Arizona, Michigan, Minnesota e New Hampshire è in testa: 47,6% contro 47,5%). Allo stesso tempo, nemmeno Trump probabilmente si aspettava un trionfo così folgorante. Resta da vedere cosa significa per il paese l’elezione alla Casa Bianca per la prima volta nella storia di un uomo senza alcuna esperienza politica né nell’esercito. Lo si scoprirà solo a partire da gennaio.

Anche se i mercati in un primo tempo reagiranno male all’incertezza percepita, la realtà è che c’è una separazione concreta dei poteri legislativi in Usa e un cambiamento sostanziale delle leggi richiede l’approvazione di entrambe le Camere al Congresso, dove c’è una percentuale di Repubblicani moderati sufficiente a fare da spalla ai colleghi Democratici se si presentasse il bisogno di bloccare alcune delle iniziative più estreme che potrebbe tentare di mettere in pratica il neo eletto commander in chief.

Il consiglio degli analisti di Lombard Odier IM è di stare alla larga dall’azionario e dai bond: “Qualsiasi mossa di Trump di portare sul tavolo tematiche legate all’immigrazione e agli scambi commerciali sarà probabilmente negativa per gli asset rischiosi e, a differenza della Brexit, le obbligazioni potrebbero non fornire la necessaria stabilizzazione, dato che sono spinte verso un’altra direzione dal possibile allentamento fiscale richiesto da un atteggiamento meno accomodante della Fed nel futuro”.

Mercati si stabilizzeranno, rischi economici restano

Sul piano economico/finanziario, seppure sempre in preda alla volatilità visto anche che Trump è la definizione dell’imprevedibilità, dopo uno choc iniziale sui mercati prevale la cautela. La sensazione è che le politiche che saranno messe in atto dal nuovo presidente non saranno così drastiche come alcuni dei suoi avversari temono. Inoltre, data la crescente incertezza, la Federal Reserve potrebbe rimandare il rialzo dei tassi previsto a dicembre. In questo momento il mercato prevede che le chance di una stretta monetaria, la seconda in dieci anni dopo quella di un anno fa, siano al 50%.

Come sottolineato dagli analisti di AXA Im, le idee di Trump, se limitate alla riduzione e semplificazione delle tasse, “potrebbero portare ad un significativo stimolo focalizzato principalmente sulle aziende” americane, in linea con le proposte tradizionali del partito Repubblicano. “Tuttavia, le più controverse proposte di Trump su immigrazione e commercio, se implementate, potrebbero avere conseguenze negative per l’economia Usa, come per quella globale”.

Le politiche fiscali aggressive di Trump potrebbero insomma risultare positive e non negative per l’economia statunitense, spingendo gli investimenti privati e sostenendo la produttività. Allo stesso tempo, dice Serge Pizem, Head of Multi Asset Investments di AXA, “potrebbero anche accelerare il ritmo delle manovre restrittive di politica monetaria della Fed che, a loro volta, porterebbero ad un rallentamento della crescita. Nel medio periodo è probabile che questo porti ad un aumento del livello di indebitamento degli Usa”.

Sui mercati azionari nel breve gli analisti si attendono “una reazione di risk-off” vista la “maggiore incertezza”, prima di un ritorno della fase rialzista per le Borse statunitensi (segui live blog). Quanto al mercato dei bond, il “segmento obbligazionario High Yield Usa potrebbe beneficiare della vittoria di Trump, mentre “l’Investment Grade potrebbe perdere di appeal per gli investitori internazionali”

La vittoria di Trump, infine, pone qualche problema sui rapporti diplomatici e commerciali con i paesi stranieri ed è altamente probabile che finirà per minare la fiducia sull’andamento dell’economia globale. “Le sue politiche in materia di commercio e relazioni con l’estero potrebbero risultare negative per Cina e mercati emergenti, anche se potrebbero portare ad un aumento significativo dell’inflazione Usa. Così come le sue idee di stampo protezionista potrebbero essere negative per quei gruppi tedeschi ed europei in generale che fanno affari con gli Stati Uniti.

Sui mercati gli analisti di Wisdom Tree consigliano di posizionarsi in difesa, coprendo l’esposizione sul segmento azionario e optando per gli investimenti considerati sicuri, come l’oro (+3% attualmente). “È possibile che il tanto atteso rialzo dei tassi venga per il momento rimandato e ciò renderebbe più appetibili i Treasury. Nel più lungo periodo, i titoli azionari Usa dovrebbero risultare più interessanti”.

Elezioni Usa: come posizionarsi sui mercati dopo vittoria di Trump
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