Editoria: senza contributi pubblici, i giornali chiuderebbero tutti

16 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Conti in rosso per Class Editori. Il risultato netto di gruppo dopo gli interessi di terzi e’ negativo per 12,76 milioni di euro, contro una perdita di 6,24 milioni di euro a parita’ di periodo e perimetro dell’anno precedente; il terzo trimestre dell’anno si chiude con una perdita pari a 5,44 milioni di euro (-2,18 milioni di euro nel 2011). I ricavi sono pari a 67,80 milioni, con un decremento del 16,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-26,9% includendo nel 2011 Mfh).

La raccolta pubblicitaria della Casa editrice registra una flessione relativa alle sole testate di circa il 9% rispetto ai primi nove mesi del 2011, in cui era compreso anche il contributo straordinario dell’operazione Class 25, mentre la posizione finanziaria netta presenta alla data del 30 settembre 2012 un indebitamento netto pari a 55,9 milioni di euro; la variazione di 17,1 milioni di euro registrata rispetto al 31 dicembre 2011 e’ dovuta ai risultati della gestione, all’allungamento delle condizioni di incasso da parte di clienti terzi e agli investimenti in software effettuati nel corso del periodo. (Adnkronos)

Milano – Rcs MediaGroup chiude un nuovo trimestre pesantemente influenzato dalla crisi, con ricavi nei nove mesi in flessione del 13,2% a 1.364 milioni e perdite che salgono a 380,5 milioni, dai 25,5 milioni dello stesso periodo del 2011. Il trimestre beneficia comunque della cessione di Flammarion in Francia: si riducono infatti da giugno perdite ed indebitamento. Il quadro resta pero’ particolarmente complesso e il gruppo del Corriere della Sera si attende ora di chiudere l’anno con ricavi e risultati in ”sensibile diminuzione”.

In attesa del nuovo piano, il gruppo ha gia’ realizzato efficienze con benefici per 46,2 milioni e si riserva ora ”ulteriori necessari interventi sia di revisione del modello di business sia organizzativi”, ha spiegato Rcs. Quanto al nuovo piano sul quale e’ al lavoro l’a.d Pietro Scott Jovane, ”rispondera’ con linee guida e strategie adeguate alle nuove sfide del mercato, sia per gli aspetti strutturali della congiuntura macroeconomica, sia per le criticita’ dei prodotti tradizionali, puntando con determinazione a una innovativa logica editoriale e di sistema”.

In questo scenario e mentre era in corso il Cda, i giornalisti della Rcs Periodici oggi in sciopero hanno manifestato di fronte all’ingresso della societa’ a Milano, dietro via Solferino (per la precisione in via San Marco), consegnando una lettera ai consiglieri. I dipendenti delle testate periodiche temono infatti che il nuovo piano vada ad incidere soprattutto sulla loro divisione, anche se i timori di ‘tagli’ sono ormai piu’ generalizzati nel gruppo. Alla societa’ i giornalisti della Periodici chiedono di ”porre al centro del rilancio e dello sviluppo delle proprie testate l’informazione giornalistica e la qualita’ dei suoi contenuti”.

”Attraverso voi consiglieri – hanno scritto poi nella lettera consegnata al Cda – invitiamo i nostri azionisti, tra i maggiori nomi della finanza e dell’imprenditoria, che saranno chiamati a sostenere un importante aumento di capitale, a tutelare i propri interessi, i propri investimenti e il valore di tutti i beni del nostro gruppo. Rifiutando ristrutturazioni finanziarie selvagge e operazioni straordinarie prive di un chiaro orizzonte industriale”.

Le nuove strategie di Rcs saranno ora al vaglio di un Cda il 19 dicembre, ma gia’ oggi il tema e’ stato affrontato in consiglio, con un’ulteriore illustrazione dei vari ambiti del piano, si e’ appreso da fonti finanziarie. Non si sarebbe invece gia’ parlato dell’ipotesi di aumento di capitale, che da piu’ parti sembra emergere ormai come inevitabile.

L’operazione dovrebbe essere per oltre 400 milioni di euro e venir realizzata in tempi anche rapidi per mettere in sicurezza il gruppo consentendogli di lavorare con tranquillita’ senza il timore di dover poi ricorrere a nuove operazioni. Rcs, che ha gran parte dell’indebitamento in scadenza gia’ nel 2013, ha chiuso i nove mesi con debiti netti per 875,6 milioni a fine settembre. A livello operativo il risultato dei nove mesi e’ stato negativo per 396,8 milioni (negativo per 3,7 milioni lo scorso anno).

Il margine operativo lordo preoneri e proventi non ricorrenti si e’ attestato a 21,6 milioni (81,4 milioni nel 2011). Giulio Lattanzi, ha infine annunciato oggi Rcs, lascera’ il gruppo con decorrenza dal 15 novembre. Gli subentra come direttore generale della divisione Quotidiani Alessandro Bompieri, che conserva la carica per ora anche di amministratore delegato della Rcs Libri. (ANSA)

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Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Messaggero – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Roma – Da parte sua il Gruppo Caltagirone Editore ha chiuso i primi nove mesi del 2012 con un risultato ante imposte negativo per 23,4 milioni (da positivo per 1.7 milioni nello stesso periodo dello scorso esercizio), ricavi a 145.2 milioni (da 167,6 milioni), margine operativo lordo negativo per 10,8 milioni (da positivo per 6,5 milioni). Risultati, rileva la società, «che continuano a risentire degli effetti della crisi economica che ha colpito tutti i mercati e che continua a riflettersi pesantemente sul settore editoriale.

In questo contesto, si legge nella nota diffusa ieri, «il gruppo si è focalizzato sul rilancio ed il rafforzamento dei propri prodotti tra cui il restyling del quotidiano li Messaggero, con una nuova veste grafica interamente rinnovata e I’arricchimento dei contenuti, un miglior presidio dell’area internet che ha già prodotto buoni risultati (sia in termini di utenti giornalieri che di raccolta pubblicitaria) e la riorganizzazione della Piemme, concessionaria di pubblicità del Gruppo”.

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Di Gian Maria De Francesco

Il mercato è difficilissimo, il contesto preoccupa molto”. L’ad di Rcs, Pietro Scott Jovane, non ha usato giri di parole: l’editoria in Italia è un malato grave. Per questo motivo il lavoro per stendere il nuovo piano della Rizzoli «è bell’intenso».

Praticamente impossibile dargli torto: cinque dei sette editori quotati in Borsa hanno chiuso i primi 9 mesi del 2012 con una perdita netta. E non sono solo le vendite di quotidiani e periodici a soffrire la crisi. «Nessun gruppo è riuscito a evitare un calo del fatturato pubblicitario in doppia cifra», spiega l’analista di un’importante casa d’affari.

Le prospettive non sono rosee. Gli investimenti in réclame, infatti, sono un multiplo del pil e il calo generalizzato del 10,5% registrato quest’anno si confronta con una flessione attesa al 2,5 per cento. «Se si considera che nel 2013 è previsto un altro -0,5% di pil, la diminuzione dovrebbe attestarsi al 2-3%», aggiunge l’analista. Fondamentale aver messo fieno in cascina, ma evitare un’altra drastica riduzione dei costi non sarà automatico. E questa volta non si tratterebbe solo di prepensionamenti.

Il caso-Rcs è ormai noto. Scott Jovane non potrà fare a meno di un aumento da almeno 400 milioni perché a un debito di 925 milioni corrisponde una liquidità di circa 50 milioni e un Ebitda negativo per 21,4 milioni (il rosso di 380,5 milioni è legato alla svalutazione degli asset spagnoli). Mondadori (socio al 36,8% dell’editore del Giornale) e l’Espresso sono i due gruppi posizionati meglio: non solo perché hanno difeso l’utile (16 e 26 milioni rispettivamente) ma perché hanno diverse opzioni a disposizione. Segrate, forte nei Libri, dipende meno dalla pubblicità (che incide per il 10% circa sul fatturato) e inoltre ha una presenza internazionale (soprattutto in Francia) che consente di diversificare il rischio. L’editore di Repubblica, invece, ha una liquidità di 133 milioni che tiene a bada il debito di 278 milioni. La dipendenza dalla pubblicità (58% del fatturato), però, aumenta il rischio che nel 2013 l’ad Monica Mondardini possa registrare la prima perdita del gruppo.

Discorso diverso per Il Sole 24 Ore e Caltagirone Editore. Il gruppo confindustriale è seduto su una trentina di milioni di liquidità residuati dall’Ipo e, quindi, nel 2013 dovrà «solo» attrezzarsi a un anno difficile. Lo stesso vale per l’editore del Messaggero: 218 milioni di cassa e solo 56 di debito consentono di tollerare ancora qualche perdita. Meno armoniosi i conti di Poligrafici e di Class. La pubblicità è calata del 14 e del 19% frenando i ricavi e la posizione finanziaria netta è peggiorata.

«Gli aumenti di capitale che sono sempre possibili per migliorare il patrimonio – conclude l’analista – ma gli editori possono razionalizzare la distribuzione condividendo le spese per andare in edicola». Raschiato il fondo del barile, si dovrà tagliare il personale e questa volta si potrebbe anche licenziare come fatto da Rcs in Spagna.

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PER POLIGRAFICI PERDITA 9 MESI a 6,2 MLN, RICAVI a -8,2%

Roma – ”Il 40% dei giornali italiani rischia la chiusura, per tamponare la situazione ormai pesantissima servono interventi immediati da parte del Governo”. E’ l’appello di Andrea Riffeser Monti della Poligrafici Editoriale: senza risposte da gennaio politica e affari di Governo verrebbero spostati nell’ultima parte del giornale.

Riffeser Monti, Amministratore Delegato e Vicepresidente della Poligrafici Editoriale, lancia l’appello al premier Monti e al parlamento a conclusione del Consiglio di Amministrazione che ha approvato ieri il resoconto al 30 settembre che registra ricavi consolidati per 153,5 milioni con una riduzione del 8,2%, ed evidenzia il Margine operativo lordo positivo di 6,6 milioni contro 12,2 milioni al 30 settembre 2011 e il Risultato netto pari a -6,2 milioni (-1,9 milioni al 30 settembre 2011).

L’indebitamento finanziario netto consolidato e’ pari a 84,8 milioni (80,3 milioni al 31 dicembre 2011) dopo aver registrato uscite finanziarie non ricorrenti di 11 milioni. L’invito ad affiancarsi nella protesta e’ rivolto agli altri editori che abbiano a cuore la salvaguardia della liberta’ di stampa, garantita dalla Costituzione, e di un settore fondamentale per la civilta’ di un paese.

”La crisi dell’editoria italiana e europea continua ad aggravarsi, come testimoniano anche i recentissimi licenziamenti e le chiusure in Spagna: la spirale negativa si avvita ulteriormente con le edicole che chiudono e giornali che perdono mvendite” osserva l’Amministratore Delegato. E rinnova la richiesta di sostegno a un settore decisivo per la vita di un Paese.

”Per tamponare la situazione di grande difficolta’ servirebbero provvedimenti anche non onerosi per i conti dello Stato ma qualora i partiti, il Parlamento, il Governo non intendano valutare in modo adeguato la criticita’ del settore e le proposte dimenticate nei cassetti sapremmo come comportarci”.

Come editore puro Andrea Riffeser Monti pensa dunque a una protesta senza precedenti: fin dai primi giorni del gennaio prossimo la politica e gli affari di Governo verrebbero spostati nell’ultima parte del giornale, pur mantenendo intatti i valori dell’equilibrio e della correttezza dell’informazione.

Poligrafici Editoriale ha registrato nei primi nove mesi dell’anno perdite nette per 6,2 milioni, rispetto al risultato negativo per 1,9 milioni al 30 settembre 2011. I ricavi scendono dell’8,2% a 153,5 milioni. L’indebitamento finanziario netto consolidato si porta a 84,8 milioni (era a 80,3 milioni al 31 dicembre 2011). E’ quanto si legge in una nota.
(ANSA)

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Gruppo 24 Ore: il CdA ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012. Situazione pesante: Perdita netta di gruppo di 22,7 milioni in peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2011 (-10,2 mln).

Perdita netta di gruppo di 22,7 milioni in peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2011 (-10,2 mln). Negativo anche il margine operativo lordo (-20 mln). Pesano il calo dei ricavi pubblicitari (-12,6%) e l’incremento delle tariffe postali di spedizione. Ricavi consolidati in calo del 6,7%.

Milano, 12 novembre 2012. Positivo andamento dei ricavi diffusionali del quotidiano Il Sole 24 Ore al 30 settembre scorso, in controtendenza rispetto al mercato (+0,9 milioni). Nei nove mesi si registra una crescita della diffusione cartacea del 2,2% (elaborazione interna sulla base dei nuovi dati Ads). In crescita gli abbonamenti a pdf e iPad: +95%. Gli abbonamenti digitali pagati sono oltre 37.000. Il sito www.ilsole24ore.com nei nove mesi rileva una crescita del +49,5% dei browser unici medi giorno e +74,5% di pagine medie giorno. La versione mobile del sito nei primi 9 mesi rileva una crescita del 125,3% dei browser unici medi giorno e +167,3% di pagine in più medie giorno (fonte: Nielsen Site Census). I ricavi digitali del Gruppo sono pari al 25,3% del totale dei ricavi del gruppo, in crescita rispetto al 23,8% registrato nei primi nove mesi del 2011.

La raccolta pubblicitaria System è in flessione del 12,6% a fronte del -10,5% del mercato (fonte Nielsen). Andamento superiore al mercato de IlSole24ore.com al netto dei fondi che realizza +15,3% vs +14,7% di mercato tipologia display (fonte: FCP – AssoInternet).

Buon andamento dei prodotti software a marchio Il Sole 24 ore (ricavi +0,6%). I ricavi consolidati sono pari a 315,9 milioni, in diminuzione del 6,7%, principalmente per l’andamento del mercato pubblicitario. L’ebitda è pari a -20,0 milioni, condizionato dal calo dei ricavi pubblicitari, da maggiori oneri legati all’incremento delle tariffe postali di spedizione (+15,2% tariffa base e +24% tariffa sabato), da costi di produzione legati all’aumento delle materie prime e da costi legati all’organizzazione delle mostre e fiere, che generano una diminuzione di 25,7 milioni rispetto al 30 settembre 2011. Il risultato netto di gruppo è pari a -22,7 milioni, in diminuzione di 10,2 milioni rispetto al pari periodo del 2011.

La posizione finanziaria netta è positiva per 28,0 milioni. Il 4 ottobre scorso il cda ha approvato un piano di azioni che prevede interventi per oltre 100 milioni nel prossimo triennio tra azioni di recupero gestionale e piano di sviluppo multimediale e che punta alla valorizzazione integrata dei contenuti informativi cartacei e digitali che sono patrimonio del quotidiano e del gruppo. Il piano d’azioni procede secondo il percorso condiviso dal cda sia sulla riduzione dei costi sia sull’accelerazione dello sviluppo digitale.

Radio 24 si conferma tra le Top Ten delle radio nazionali più ascoltate con 1.872.000 ascoltatori. La sua quota di mercato in secondi passa dall’8,2% del 2011 all’8,3% al 30 settembre 2012 (fonte: ricerca Eurisko Radio Monitor). La System registra un andamento superiore al mercato per la Radio (-3,5% vs -7,4%). In generale il contesto macro economico è fortemente recessivo, con riflessi diretti sul mercato dell’editoria cartacea.

Nel 2012, si legge in una nota del gruppo, si conferma il trend negativo, influenzato dalla pesante crisi economica in atto che determina una contrazione della domanda finale da parte di imprese, enti pubblici e famiglie. Anche il settore delle libere professioni registra una forte flessione del giro di affari, dovuta sia a una riduzione dei clienti che a ritardi negli incassi delle parcelle. Nel mondo imprenditoriale, si assiste a un incremento delle cessazioni e ad un contemporaneo calo delle iscrizioni di nuove imprese rispetto all’anno precedente.

Il saldo tra aperture e chiusure infatti cala da 50.154 del 2011 a 14.984 del 2012 (fonte: elaborazione su dati Movimprese-Infocamere). Il mercato pubblicitario nella sua interezza, considerando la totalità dei mezzi, inclusa la televisione, registra una diminuzione del 10,5% rispetto al dato del corrispondente periodo 2011 (fonte Nielsen Media Research-gennaio-agosto 2012), peggiorando ulteriormente il trend negativo di inizio anno. In forte sofferenza la raccolta pubblicitaria sulla stampa: i quotidiani nel complesso calano del 13,9%, i quotidiani a pagamento si contraggono del 12,8% e i periodici del 16,2%. In calo la performance della radio (-7,4%), in crescita solo l’online (+11,0%) con la display Internet che registra il +14,7%. Si segnala il cambiamento di metodologia delle rilevazioni ADS. Dal mese di aprile 2012 vengono comunicati solo i dati mensili e non viene più comunicata la media mobile dei dodici mesi precedenti.

Nel periodo in esame la diffusione de Il Sole 24 ore è aumentata del 2,2%. Il risultato nei ricavi nel periodo é ottenuto con la crescita dei ricavi dell’area Digital (+7,0%), della Formazione (+1,1%) e della Cultura (+72,0%), che hanno consentito di compensare in parte il calo della raccolta pubblicitaria (-13,0%), dei periodici e dei libri. Il costo del personale diminuisce di 6,0 milioni, pari al 4,9%, principalmente per la diminuzione dell’organico medio, effetto del piano di riorganizzazione. Il numero medio di personale dipendente è pari a 1.858 unità, contro 1.986 dello stesso periodo dell’esercizio precedente. I costi diretti e operativi aumentano del 4,7%, pari a 9,8 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo del 2011 per i seguenti effetti: costi per materie prime e di consumo in incremento per 0,9 milioni, principalmente per la variazione del prezzo delle materie prime in particolare del costo carta in aumento del 3,4% rispetto al 30 settembre del 2011; costi per produzione mostre e fiere, in incremento di 4,4 milioni legato allo sviluppo dei ricavi delle mostre; costi di distribuzione in aumento di 2,6 milioni (+9,5%), per maggiori aggi di distribuzione calcolati sul nuovo prezzo di copertina e per l’incremento delle tariffe postali (+15,2% tariffa base e +24% tariffa sabato); costi provvigionali e altri costi di vendita in diminuzione del 13,2%, in conseguenza dell’andamento dei ricavi pubblicitari e della razionalizzazione delle strutture di vendita; altri oneri di gestione in incremento di 2,0 milioni in parte relativi alla raccolta pro-bono effettuata a favore delle aree colpite dal terremoto in Emilia.