Ecotassa: come funziona e perché crea scompiglio

19 Dicembre 2018, di Daniele Chicca

Più che una tassa è un sistema che agli incentivi e sconti per l’acquisto di auto ibride, a metano ed elettriche unisce disincentivi per chi acquista auto inquinanti di alta cilindrata. Tassando i SUV e le grandi auto di lusso e risparmiando quelle a piccola cilindrata, il governo vuole evitare di colpire le persone con un reddito più basso.

Sconti fino a 6.000 euro per l’acquisto di auto elettriche e ibride e tasse più care soltanto per chi acquista il lusso e i suv. L’ecotassa, che il governo giallo verde sta mettendo a punto nella manovra finanziaria, sarà regolata da un sistema di bonus-malus, premiando chi acquista vetture meno inquinanti.

Secondo quanto riferito da Il Messaggero, l’imposta aggiuntiva (voluta dal Movimento 5 Stelle e a cui si è invece opposta la Lega) su SUV (le auto utilitaria sportive) e vetture di lusso potrebbe portare a un conseguente restringimento anche della platea dell’ecosconto per le auto a basse emissioni.

Nell’ambito di un piano di transizione ecologica studiato dal MoVimento 5 Stelle, principale partito della coalizione di maggioranza, l’introito dell’ecotassa (300 milioni di euro stimati l’anno prossimo) sarà utilizzato interamente per finanziare gli incentivi per le auto poco o non inquinanti.

Tra bonus e malus si potrà andare da uno sconto di 6 mila euro fino a una penalizzazione di 2,5 mila euro. Dalle indiscrezioni stampa pare che alcune vetture particolarmente inquinanti (oltre i 250 grammi per chilometro) dovranno pagare fino a 2.500 euro, mentre gli aspiranti acquirenti di una auto nuova ecologica potranno godere in alcuni casi di un prezzo scontato di 6.000 euro.

 “Misura Confusionaria e iniqua” secondo le associazioni

Il presidente dell’Associazione Nobilita sostiene che la misura che il governo italiano inserirà in manovra pecchi di imprecisione e che rischi di diventare un boomerang per i consumi e di recare danni all’industria automobilistica. L’introduzione degli incentivi per le auto non inquinanti è un’operazione giudicata da Gabriele Manconi “confusionaria”, nonché una “misura iniqua”.

Il riferimento è nello specifico all’ecotassa sulle autovetture nuove non all’avanguardia per quanto riguarda le tecnologie anti-inquinamento, a fronte di incentivi per l’acquisto di auto elettriche. Manconi ritiene che “l’idea di incentivare la diffusione di veicoli elettrici è senza dubbio lodevole. Purtroppo, però, la misura del governo appare decisamente confusionaria”.

I motivi sono presto spiegati: “se i contributi per chi acquista veicoli a impatto zero per l’ambiente – ha continuato Manconi – appaiono decisamente insufficienti, ad essere penalizzata sarà una larga fascia della popolazione che può permettersi solo l’acquisto di veicoli di fascia media. Si tratta di una misura iniqua che deve assolutamente essere modificata per scongiurare una contrazione del mercato”.

L’Associazione si pone l’obiettivo di mettere in campo idee che possano creare occupazione e di avviare iniziative che avvicinino le aziende ai lavoratori cercando soluzioni concrete allo sviluppo di nuovi posti di lavoro.

Il leader del M5S Luigi Di Maio invece ha esultato per la conferma della presenza nella legge di bilancio dell’ecosconto fino a 6.000 euro per le macchine elettriche e non inquinanti “senza tassare nessuna delle auto in circolazione né l’acquisto di nuove utilitarie”.

“Solo chi deciderà di acquistare un Suv diesel o a benzina o una “super car” extralusso” ha spiegato Di Maio, “pagherà qualcosa in più. Ovviamente è confermato che l’Iva non aumenterà, che le pensioni minime aumenteranno, che ci sarà il Reddito di Cittadinanza e anche il superamento della Fornero con quota 100″.