Economia Usa, frenata clamorosa del Pil: -0,7%

29 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chi riteneva basso il +0,2% riportato in precedenza negli Stati Uniti dovrà ricredersi. La maggiore economia al mondo è inciampata clamorosamente nel primo trimestre, periodo che ha visto il prodotto interno lordo americano contrarsi del -0,7%.

È una frenata molto brusca, tuttavia gli analisti e le autorità sono pronti a scommettere che si sia trattato di un passo falso dovuto a una serie di elementi momentanei. Basta analizzare le componenti relative a consumi e profitti aziendali, per smentirli. C’è poco da essere ottimisti.

Unica magra consolazione della débacle è che la revisione al ribasso dal +0,2% della stima preliminare è risultata migliore delle previsioni. Gli analisti puntavano infatti su una contrazione dell’1%. Le stime raccolte da Bloomberg variavano molto tra loro e andavano da un calo dell’1,2% a un incremento dello 0,2%.

A gravare sull’attività economica degli Stati Uniti sono stati una serie di fattori, tra cui il maltempo invernale e il dollaro forte, che ha pesato sulla domanda di beni americani.

Quella di oggi è la seconda revisione intermedia del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano.

La revisione finale del dato arriverà il mese prossimo. Nel quarto trimestre dell’anno scorso il Pil aveva segnato un +2,2%.

“I numeri mostrano che l’economia è letteralmente collassata lo scorso trimestre, ma sappiamo che ci sono una serie di fattori speciali che hanno influito”, ha detto a Bloomberg Jim O’Sullivan, chief economist in Usa presso High Frequency Economics. O’Sullivan, che è sempre stato uno degli strategist più ottimisti negli ultimi due anni sulla crescita del Pil dice che “ci sono buone possibilità che l’attività si riprenderà nel secondo trimestre”.

Alcune sotto componenti del dato principale sembrano dare torto all’analista. Gli utili allineati sono calati di 125,5 miliardi nei primi tre mesi dell’anno. Nell’ultimo trimestre del 2014 erano scesi di 30,4 miliardi.

I consumi hanno deluso, con una crescita di appena l’1,8%, sotto il 2% previsto, contribuendo solo per l’1,23%. In quest’ultimo caso si tratta della peggiore percentuale dai primi tre mesi dell’anno scorso, quando il Pil (dato rivisto) ha subito una flessione del -2,11%.

(DaC)