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E sulla legge elettorale arriva l’Opa di Renzi: “me ne occupo io, parlerò con tutti”

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ROMA (WSI) – Ridono e scherzano rilassati, Letta lo invita a viaggiare insieme a Johannesburg per la commemorazione di Mandela. E chiede ai suoi collaboratori di immortalare il fiorentino con una foto-beffa: «Mi raccomando, inquadratelo con dietro la Torre di Pisa che tengo sulla scrivania!».

Ma tra i due toscani la tensione è palpabile, il destino inevitabile è il braccio di ferro.

Lo si comprende quando si passa a parlare del vero tema sul tavolo, la legge elettorale. Sulla comune fede bipolarista nessun problema ma Renzi pone subito una condizione pesante: «Me ne voglio occupare io, il governo per ora è meglio se ne resta fuori».

A Enrico Letta la prospettiva di impegnare Renzi sulla riforma del Porcellum — vaste programme— mentre lui continua a guidare il governo, in fondo non risulta sgradita.

Del resto, nell’incontro di ieri, il premier ha potuto ricordare al sindaco di Firenze di aver sempre predicato che quella elettorale fosse materia «anzitutto di competenza parlamentare». Se non fosse che Renzi ha intenzione di inaugurare un metodo di lavoro totalmente nuovo, svalicando i confini della maggioranza di governo per parlare con tutti. Ma proprio tutti…

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