È giallo sulla pace fiscale, Di Maio: “al Quirinale un testo manipolato”

18 Ottobre 2018, di Mariangela Tessa

Si tinge di giallo il condono presente nel decreto fiscale. Secondo quanto affermato dal vicepremier Luigi Di Maio, durante la registrazione di Porta a Porta di ieri, al Quirinale sarebbe arrivato un testo “manipolato”.

“All’articolo 9 del decreto fiscale c’è una parte che non avevamo concordato nel Consiglio dei ministri. Una sorta di scudo fiscale per i capitali all’estero e una non punibilità per chi evade. In Parlamento questo testo non lo votiamo, questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi” ha detto Di Maio. Poi precisa: “Non so se è stata una manina politica o una manina tecnica in ogni caso domattina si deposita una denuncia alla Procura della Repubblica perchè non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato”. E ancora: “Questo è un condono come quello che faceva Renzi, io non lo faccio votare”.

Mentre l’ufficio stampa del Colle si è subito affrettato a precisare che: “Il testo del decreto in materia fiscale non è ancora pervenuto”, non si è fatto attendere la replica della Lega:

“Noi siamo gente seria e non sappiamo niente di decreti truccati, stiamo lavorando giorno e notte sulla riduzione delle tasse, sulla legge Fornero e sulla chiusura delle liti fra cittadini ed Equitalia”. 

Fonti di Palazzo Chigi rendono noto che il Presidente Conte – informato mentre è a Bruxelles delle criticità emerse nel decreto legge sul tema della pace fiscale – ha bloccato l’invio ufficiale del testo al Quirinale.  Conte, inoltre, intende rivedere personalmente il testo articolo per articolo.

Il decreto fiscale, si apprende ancora, è stato anticipato al Quirinale in via meramente informale come è consuetudine fare in questi casi.