Draghi – Lagarde, scambio di poltrone tra Bce ed Fmi?

5 Luglio 2019, di Alessandro Piu

L’ipotesi viene avanzata da Bloomberg in un editoriale. Affascinante ma, per Draghi, ci sono problemi di età. La nuova guida dell’Fmi dovrà avere al massimo 65 anni

Con la nomina di Christine Lagarde al vertice della Banca centrale europea si è liberata un’altra posizione nel giro di poltrone che caratterizza questi mesi estivi, quella di presidente del Fondo monetario internazionale. E il nome giusto per ricoprire questa carica potrebbe essere, come riporta un editoriale di Bloomberg a firma di Ferdinando Giugliano,  proprio quello dell’ex (dal primo novembre) inquilino di Francoforte su Meno, Mario Draghi.

A 71 anni, dopo 8 anni in cui ha guidato la Bce attraverso una crisi che ha rischiato di travolgere la moneta unica, Draghi potrebbe essere tentato di tornare a una più tranquilla vita da accademico. Difficilmente, tuttavia, una personalità con il suo carisma e la sua autorevolezza verrà lasciata ai margini della scena economica e politica.

Un problema di età

La guida del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale (le due istituzioni sono strettamente legate) sono sempre state una questione tra Europa e Stati Uniti. Attualmente sulla poltrona più alta della Banca mondiale siede lo statunitense David Malpass, quella al vertice dell’Fmi potrebbe andare a un europeo.

Politicamente, tuttavia, lo scenario è cambiato rapidamente nel corso del nuovo millennio. L’Europa ha perso visibilmente spazio a fronte della rapida avanzata dei Paesi asiatici, trainati dalla Cina. È probabile che sia ancora molto presto per vedere un cinese alla guida del Fondo monetario internazionale. Donald Trump, l’altro attore di peso in campo, ne sarebbe quantomeno contrariato. Ma i Paesi orientali potrebbero voler far sentire la loro voce sulla nomina più di quanto fatto in passato e così l’area del Sud America e dell’Africa.

Draghi, per la sua autorevolezza, potrebbe essere gradito sia a Trump – recentemente il presidente Usa ha detto che o preferirebbe alla Fed al posto di Powell – che ai Paesi emergenti. Alla sua nomina si frappone tuttavia un secondo ostacolo. Ha sei anni in più rispetto al massimo accettato per essere nominato presidente dell’Fmi). La regola dei 65 anni è stata sempre applicata al Fondo. Da questo punto di vista le porte appaiono decisamente chiuse per SuperMario.

Un futuro alla guida dell’Italia

Tanti vedono, per Mario Draghi, un posto di rilievo in Italia. Potrebbe essere il prossimo capo di governo (un governo tecnico naturalmente, non schierato politicamente) o arrivare alla Presidenza della Repubblica quando, nel 2022, Sergio Mattarella terminerà il suo mandato. Per l’Europa, e per l’Italia, potrebbe così continuare a funzionare quella “Assicurazione Draghi” che ha impedito l’affondamento dell’euro nel 2012.

Questo a meno che, novello Cincinnato, dopo aver servito per il bene comune Draghi non decida di ritirarsi dalla scena pubblica. Sarà sua e solo sua, questa decisione.