Nonostante l’incremento dei prezzi, il livello di transazioni giornaliere  è sceso a livelli minimi non registrati da dicembre 2017.

Secondo i dati di Bit Info Charts, il numero di transazioni giornaliere di DOGE è sceso a quota 16.000 per la prima volta in quattro anni. Con un calo del 70% dai massimi storici, quando aveva toccato i suoi massimi a 0,73 dollari la capitalizzazione di mercato ha segnato un calo per attestarsi a 29 miliardi di dollari.

Che cos’è il Dogecoin

Dogecoin è una criptovaluta il cui logo si rifà graficamente al cane Shiba Inu, un noto meme di internet. Nata come scherzo l’8 dicembre 2013, si sviluppò rapidamente e, nel gennaio 2018 è arrivata a superare il miliardo di dollari e, in questi giorno, ha toccato addirittura i sei miliardi. Si tratta di un investimento ad elevata volantilità, soggetto ad altalene di valore con picchi e rapide discese.

Al momento del lancio un singolo Dogecoin valeva esattamante 0,00026 dollari americani. L’acquisto e l’utilizzo è lo stesso di qualsiasi altra criptovaluta.

Si apre un portafoglio virtuale, si acquista con la propria valuta una quantità di Dogecoin da una delle tante piattaforme che si occupano di exchange e poi si possono comprare beni o servizi sui portali che li accettano come metodi di pagamento.

I Dogecoin si basano su un protocollo proof-of-work e come altre criptovalute possono essere create attraverso il mining.