Disoccupazione + deflazione: indice della miseria in Italia

29 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Ancora pesanti segnali di debolezza dall’economia Italia. A certificare lo stato di crisi del nostro paese, il dato sui prezzi al consumo che ha confermato lo stato in deflazione per la prima volta da oltre 50 anni. Ad agosto l’indice dei prezzi al consumo misurato dall’Istat nelle prime stime ha segnato un calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (era +0,1% a luglio). L’ultimo caso di deflazione risale al settembre del 1959, quando però l’economia era in forte crescita. Lo precisa l’Istat, ricordando che allora la variazione dei prezzi risultò negativa dell’1,1%, in una fase di 7 mesi di tassi negativi.

Segnali preoccupanti sono arrivati anche dal mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione, a luglio, e’ salito al 12,6% in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a giugno (era al 12,3%) e di 0,5 punti su base annua. Lo ha comunicato l’Istat spiegando che si tratta di dati provvisori. Si torna cosi’, dopo il calo di giugno, ai livelli di maggio (12,6), vicini al massimo storico toccato a novembre 2013 (12,7%).

[ARTICLEIMAGE] A luglio brusca discesa degli occupati. Rispetto a giugno scendono di 35mila unita’ (-0,2%), mentre rispetto a luglio del 2013 calano di 71mila unita’ (-0,3%). Gli occupati, secondo le stime provvisorie dell’Istat, scendono a luglio a quota 22 milioni 360mila. Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, diminuisce di 0,1 punti percentuali sia su base mensile che su base annua. Nel secondo trimestre il tasso di disoccupazione e’ salito al 12,3% in aumento di 0,2 punti percentuali su base annua con forti disparita’ territoriali: al Sud la disoccupazione e’ al 20,3% (+0,5 punti). (ASCA)

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L’Italia scivola in deflazione. Non accadeva dal 1959. La deflazione, secondo i manuali di economia, è una diminuzione del livello generale dei prezzi derivante dalla debolezza della domanda aggregata di beni e servizi in conseguenza di una recessione. Definizione che si sposa perfettamente con gli indicatori macro della penisola. L’Istat stima che ad agosto l’indice dei prezzi al consumo mostra una variazione negativa dello 0,1%. Un dato che segue quello della seconda contrazione consecutiva del Pil nel secondo trimestre dell’anno.

L’economia italiana soffre la debolezza della domanda interna e si innesca un circolo vizioso per cui consumatori e imprese tendono a posticipare l’acquisto di beni e servizi non indispensabili con l’aspettativa di nuovi cali dei prezzi. Sempre da manuale di economia, la congiuntura italiana conferma le teorie circa la stretta relazione tra bassa inflazione e disoccupazione. Non a caso la disoccupazione, sempre secondo i dati Istat diffusi oggi, a luglio torna a salire al 12,6% sfiorando il massimo storico di maggio al 12,7%. Circa 35 mila occupati persi in un solo mese. (TmNews)

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PIL: DE NARDIS (NOMISMA), “SI RISCHIA UN TERZO ANNO CON DATO NEGATIVO”

ROMA (WSI) – ‘La batteria di indicatori congiunturali diffusa negli ultimi giorni conferma lo stato di debolezza del ciclo italiano. I dati di contabilita’ nazionale del secondo trimestre mostrano che sono il calo degli investimenti e della domanda estera netta, pur con esportazioni positive, a tirare giu’ l’attivita’ economica’. Cosi’ Sergio De Nardis capo economista di Nomisma.

‘I consumi sono cresciuti seppure di poco, prolungando il trend marginalmente positivo avviatosi a inizio anno. Con questi risultati, perche’ la variazione del Pil nella media del 2014 non sia col segno meno occorre che la dinamica economica viaggi a ritmi trimestrali almeno dello 0,3% nella seconda meta’ dell’anno. E’ ipotizzabile? I segnali per il terzo trimestre sulla fiducia di consumatori e imprese sono purtroppo in ripiegamento. Anche lo sconfinamento in territorio deflazione della dinamica dei prezzi (-0,2% ad agosto secondo l’indice armonizzato) – aggiunge – va nel senso di deprimere, anziche’ sostenere, la domanda aggregata.

Le tendenze del mercato del lavoro, che si muovono con ritardo rispetto all’attivita’ economica, appaiono al piu’ stagnanti. Sul fronte estero le crisi politiche internazionali pongono un freno all’export, ovvero all’unico motore in grado di fornire un po’ di propulsione all’economia. Tenuto conto di tutti questi elementi, e’ evidente che emergono rischi di un terzo anno con Pil negativo’, conclude De Nardis. (Il Sole 24 Ore Radiocor)

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L’economia italiana continua nella fase di stagnazione. L’Istat nella nota mensile indica che la variazione congiunturale del Pil prevista per il terzo trimestre è pari a zero con un intervallo di confidenza compreso tra +0,2% e -0,2%. Alla variazione nulla contribuirebbero positivamente i consumi privati e in misura inferiore la domanda estera netta e negativamente la dinamica di investimenti e scorte. In base a queste previsioni, la crescita acquisita per il 2014 è pari a -0,3%.