Dietro cover di legno iPhone due artigiani italiani di 20 anni

13 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia
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New York – “Ognuno tenta di trovare la propria strada. Noi abbiamo sempre rifiutato l’idea di entrare nell’azienda di famiglia. Oggi, dopo anni di esperienze diverse, siamo tornati qui dove tutto è cominciato”. Andrea e Stefano Aschieri, poco più di vent’anni, hanno fondato un business a gennaio di quest’anno. Fanno cover per iPhone, dite? No, molto di più. Il loro progetto si chiama Wood’d e creano oggettistica di design in legno, “Un materiale che conosciamo”, dicono. Perché il “qui” è la falegnameria di famiglia, uno spazio in cui si lavora il legno da 50 anni e nel quale il nonno faceva stuzzicadenti.

Ora raccontano la loro storia in un video-documentario. Andrea si occupa di design, produzione e vendita; Stefano di comunicazione, web e Social Media. Hanno voglia di fare qualcosa di nuovo, anzi “qualcosa di concreto partendo dall’azienda di famiglia”.

Così pensano alle cover per iPhone: disegnate da loro, ricavate dal legno “Che dà una sensazione tipica e unica” ma nello stesso tempo non troppo intrusive, perché vogliono porsi “In una posizione di rispetto nei confronti del designer dell’oggetto”. Insomma nella loro storia (che raccontano anche in questo post) tradizione e contemporaneità sono talmente intrecciate che non si possono districare.

Andrea dice:

“Ci sono alcuni passaggi che teniamo fare a mano. Uno di questi è la carteggiatura, per creare un’impressione tattile diversa da un prodotto industriale”

e in questo è perfetto interprete sia della tradizione artigiana di famiglia sia della nuova personal fabrication. Anche perché le decorazioni, invece, sono fatte al laser.

Stefano, invece, racconta che “Fare noi le foto, pensare noi ai loghi, gestire noi il sito fa sì che l’immagine di Wood’d sia la più coerente possibile” e forse è per puro istinto che segue le più classiche regole del marketing, mentre le reinventa sul Web.

Ma Stefano è anche studente di Media Design alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, così con tre colleghi – Antonio Zingaro, Mattia Cossi, Perla Sardella – producono un un video-documentario.

Wood’d così si intreccia anche con un altro progetto giovane: “Non ho l’età”, “una serie di documentari sui giovani che si inventano un lavoro”. Una prima puntata sui ragazzi di Wavez Skateboardz si trova qui.

Il team e il network, le idee, la familiarità con i media, la capacità di usare con disinvoltura gli strumenti di oggi compreso l’e-commerce che, lo dico con orgoglio, hanno fatto con noi di Blomming: ecco il loro shop. Stefano ne sottolinea le potenzialità per il lavoro indipendente:

“Crediamo molto nel fatto di avere un e-commerce, riteniamo che in un futuro neanche troppo lontano questa potrà essere la miglior modalità e la più efficace di lavorare”.

E, certo, è vero, una famiglia, dei materiali, un capannone in cui lavorare, un bancone e un trapano da cui partire. Così chiudono il video: “Ora lavoriamo a dieci metri dai nostri genitori. Può sembrare un passaggio abbastanza brusco, però… a noi non interessa l’iPhone in sé ma la ricerca che ci sta dietro. Siamo sicuri che la passione che ci metteva nostro nonno nel produrre stuzzicadenti, i nostri genitori a produrre il loro catalogo è sicuramente la stessa che ci mettiamo noi per Wood’d”.

E in questo modo i trucioli e la polvere di legno del loro video e i disegni al laser dei loro oggetti sono anche una riconciliazione tra generazioni. E una prospettiva.

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