Deutsche Bank: “Bce così distrugge Europa, complice del populismo”

9 Giugno 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Nuovo attacco della Germania contro la Bce di Mario Draghi. Questa volta una feroce critica arriva dalla banca numero uno del paese, Deutsche Bank. L’accusa è pesante: secondo Deutsche Bank, la Bce rischia di distruggere l’Eurozona, con la sua determinazione nell’assicurare “la stabilità finanziaria di breve termine”.

E’ necessario che Draghi cambi la rotta della politica monetaria promossa, prima che sia troppo tardi.

L’avvertimento è contenuto in una nota scritta dal responsabile economista, David Folkerts-Landau, che ha affermato che la Bce deve correggere le proprie azioni, prima di commettere errori “catastrofici”. E’ fondamentale che la banca centrale abbandoni la politica dei tassi di interesse negativi.

L’economista parla di una Bce che sta mettendo in atto azioni “disperate” e conferma l’avvertimento già lanciato nei mesi scorsi da diversi politici tedeschi, secondo cui i tassi di interesse negativi e il Quantitative Easing (QE) starebbero già danneggiando i risparmiatori, permettendo tra l’altro ai politici di posticipare quelle riforme strutturali di cui l’Europa ha bisogno.

“La politica della Bce sta minacciando il progetto europeo nella sua interezza per garantire una stabilità finanziaria di breve termine (..) Più cercherà di prevenire una catarsi necessaria, più contribuirà a far crescere il populismo o le politiche degli estremisti”.

Nella nota, l’esperto scrive anche che:

“Dopo sette anni di una politica monetaria sempre più accomodante, ci sono crescenti prove del fatto che un eventuale proseguimento di questo dogma, basato su un ampio Quantitative easing e sui tassi di interesse negativi, mette a rischio la stabilità di lungo termine dell’Eurozona. E’ già chiaro che tassi di interesse sempre più bassi e i maggiori acquisti (di asset) si stanno scontrando con la legge dei rendimenti decrescenti. Inoltre, la Bce ha perso credibilità sui mercati e, elemento ancora più preoccupante, tra i cittadini. Eppure la risposta della Bce è quella di spingere la propria politica ai limiti. Ciò provoca una distribuzione errata nell’economia reale, che sta diventando sempre più difficile da cambiare senza che si alimenti una ulteriore sofferenza. I risparmiatori perdono, mentre i detentori di azioni e i possessori di immobili gioiscono”.