Debutto record, boom di domanda per bond Arabia Saudita

19 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

Per la prima volta in assoluto l’Arabia Saudita ha deciso di finanziarsi sul mercato globale dei bond. E i primi segnali, conferma il Financial Times, sono decisamente soddisfacenti. La domanda degli investitori è tale che il paese ha alzato il valore dell’emissione dei suoi titoli di stato a $17,5 miliardi, in quello che è un record sui mercati emergenti.

La decisione di puntare sui mercati globali conferma la “trasformazione economica radicale” che sta interessando Riyad, in un contesto di collasso dei prezzi energetici. Il tonfo delle quotazioni ha costretto il primo esportatore al mondo di petrolio a cercare altre forme di finanziamento.

I primi numeri certificano come il primo bond denominato in dollari emesso dal paese sia stato accolto con fervore, tanto che “le prime indicazioni suggeriscono che gli investitori hanno piazzato ordini per un valore di circa $67 miliardi, consentendo al Regno di aumentare la somma emessa  rispetto a quella originaria pianificata, che era del valore compreso tra $10 e $15 miliardi”, fino a $17,5 miliardi. Valore, questo, che manda in seconda posizione l’emissione di bond da parte dell’Argentina di inizio anno, per $16,5 miliardi e che fa della vendita di bond arabi il collocamento più corposo della storia dei mercati emergenti.

Il debutto saudita sul mercato globale dei bond avverrà attraverso il collocamento di obbligazioni che avranno una scadenza di 5,10 e 30 anni, a fronte di rendimenti che si attesteranno rispettivamente al 2,63%, al 3,44% e al 4,64%.

Citi, HSBC e JPMorgan saranno i principali advisor nella vendita dei titoli di stato arabi.

Parteciperanno al collocamento anche altre banche come Bank of China, BNP Paribas, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Mitsubishi UFJ, e NCB Capital.

Per ora il mercato sembra aver raccolto con favore la sfida dell’Arabia Saudita, che non può più contare sui proventi della vendita di petrolio per finanziare le proprie casse.

Seppur in recupero dai minimi storici a valori inferiori ai $30 al barile, le quotazioni del petrolio oscillano infatti a $52 al barile circa, ovvero alla metà del livello di due anni fa.

Il Fondo Monetario Internazionale prevede un rallentamento per il Pil dell’Arabia Saudita dal 3,5% del 2015 ad appena l’1,2%, proprio sulla scia della latitanza dell’assist rappresentato dall’oro nero.