Debito italiano, Reinhart: ristrutturazione l’unica via

8 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

L’idea di abbattere il debito pubblico riprendendo un percorso di crescita, per l’Italia, non sarebbe uno scenario credibile. O almeno non lo è per la celebre economista Carmen Reinhart, che in un articolo comparso su Project Syndacate ha definito questa prospettiva “la più desiderabile” ma “improbabile per il caso italiano”.

Reinhart, che insieme a Kenneth Rogoff è stata fra i più citati sostenitori dell’austerità, ritiene che la mole del debito italiano, cui andrebbe aggiunta la passività nei conti Target2 (pari ad ulteriori 26 punti di Pil), non possa che andare verso una ristrutturazione.

Da un lato, è significativo il fatto che una delle più illustri sostenitrici dell’austerità espansiva, non veda nel consolidamento fiscale (aumento dei surplus di bilancio) una possibile soluzione per l’abbattimento debito pubblico italiano.

Parimenti, non convince l’idea di intervenire con un bail-out in stile greco (con un finanziamento erogato dalle istituzioni internazionali come il Fmi): “Un piano di salvataggio servirebbe solo a buttare il barattolo in strada; il fatto che in Grecia i problemi del debito non siano ancora stati risolti dovrebbe servire da avvertimento”.

La ristrutturazione del debito dunque resta l’unica opzione. La via meno traumatica per i mercati, sostiene l’economista, condurrebbe a rinegoziare la quota di debito pubblico detenuta da “governi o organizzazioni internazionali”. Difficile non pensare, a tal proposito, alla tramontata proposta di Lega e M5s, di rivedere il debito pubblico detenuto dalla Bce.

Tuttavia, il risanamento [di questa componente del] debito pubblico potrebbe non essere sufficiente”, ammonisce Reinhart, “a differenza della Grecia (dopo il 2010), nella quale i creditori ufficiali detenevano la gran parte del debito” in Italia è in mano principalmente ai residenti nazionali.

In particolare le banche italiane non reggerebbero facilmente la perdita di valore dei titoli di stato presenti nei bilanci. Anche in questo caso, insomma, non esistono soluzioni miracolose.