Serra sulle Popolari: “voti scambio, tutti sapevano. Compresa la Consob”

27 Giugno 2016, di Alberto Battaglia

MILANO (WSI) – Davide Serra, fondatore del fondo Algebris e noto alle cronache come forte sostenitore di Matteo Renzi, non ha fatto sconti alle autorità di vigilanza italiane per i crac delle banche popolari che hanno danneggiato diversi risparmiatori italiani:

“Tutti sapevano che queste aziende davano prestiti ai propri azionisti in cambio del voto, quindi di fatto un voto di scambio”, ha detto Serra intervistato da SkyTg24, “nessuno degli azionisti faceva controllo, il management aveva la libertà di fare quello che voleva e le banche sono saltate; secondo me con la complicità di Consob e Bankitalia, perché tutti sapevano”.

Per questo le popolari “dovevano fondersi, tagliare costi e diventare più forti”, ma “i board hanno continuato a far la cicala e si sono affrettati solo quest’anno con i prezzi che sono scesi del 60-70%”.

Davide Serra, sentito dalla Consob per una presunta speculazione su Banca Etruria, viene poi stuzzicato sulla legittimità rispetto alla posizione cattedratica che assume quando parla di banche popolari:

Facile cercare colpevoli stranieri”, risponde Serra, “Perché cercare colpevoli a Londra quando i 20 milioni risparmio sono andati perduti, secondo me con la complicità parziale di Consob e Banca d’Italia?”; insomma, se bisogna prendersela con qualcuno, è con i Cda delle banche e con le autorità di vigilanza.

Il finanziere ha poi detto la sua sulle possibilità che la Brexit può offrire all’Italia, pur considerando tale evento una situazione in cui tutti gli attori perdono, a cominciare dalle classi meno abbienti:

“Ogni Paese cercherà di prendere quello che può, l’Italia sicuramente può giocare un ruolo, sicuramente portare l’Eba [l’Autorità bancaria europea] a Milano sarebbe un simbolo”.