Crisi di governo, solo nuove elezioni porterebbero impennata spread

4 Gennaio 2021, di Massimiliano Volpe

Crisi di governo, solo nuove elezioni potrebbero penalizzare lo spread

Nei prossimi giorni il premier Conte dovrà risolvere le tensioni che si sono evidenziate all’interno della coalizione di governo alimentate da una serie di attacchi partiti dal leader di Italia Viva Matteo Renzi. E che potrebbero portare ad una crisi di governo.

In particolare sul fronte economico Renzi ha chiesto al premier una migliore governance, maggiori investimenti e coinvolgimento nella gestione del Recovery Plan presentando una sua proposta per la gestione delle risorse Ue chiamata Ciao.

La scorsa settimana il presidente del Consiglio ha detto di essere pronto a una verifica di maggioranza direttamente in Parlamento, sfidando Renzi a dare seguito alle sue recenti minacce di lasciare la maggioranza.
Le dichiarazioni rilasciate da Renzi alla stampa negli ultimi giorni sembrano indicare che si possa arrivare alla rottura, nonostante l’invito alla moderazione da parte dei due principali partiti di governo, il M5S e il PD.

Crisi di governo, le ipotesi sul tavolo

Nuove indicazioni sui possibili sviluppi del conflitto tra il governo e Renzi dovrebbero emergere nei prossimi giorni quando il governo dovrà confrontarsi in consiglio dei ministri sulla bozza del Recovery Plan. Se Italia Viva non approvasse il piano e ritirasse i due ministri dal governo, il premier Conte dovrebbe andare in Parlamento per una verifica.

Per gli analisti di Equita al momento uno scenario probabile potrebbe essere quello di un ritocco della squadra di Governo non troppo invasivo, con Italia Viva premiata nel nuovo organigramma. Se il Governo dovesse invece cadere, i partiti della coalizione potrebbero cercare di formare un nuovo patto e concordare una nuova squadra di ministri, con o senza Conte come primo ministro.
In alternativa, secondo la Sim milanese il presidente della Repubblica Mattarella potrebbe cercare di costruire un governo di unità nazionale (ipotesi Mario Draghi – che gli analisti ritengono aumenti di probabilità solo in caso di una prolungata crisi di Governo) per affrontare la crisi sanitaria ed economica.
In tutti questi scenari, gli analisti di Equita non vedono rischi rilevanti per lo spread Btp/Bund, che ora veleggia intorno ai 113 punti, sui minimi degli ultimi 5 anni, grazie al supporto degli acquisti della Bce, anche se aumenterebbero le preoccupazioni all’interno dell’Unione Europea circa la capacità dell’Italia di gestire i 209 miliardi di euro messi a disposizione con il Recovery Plan.

Se poi tutti questi scenari dovessero fallire, secondo Equita si andrebbe verso nuove elezioni con due anni di anticipo, scenario che potrebbe invece creare tensione sullo spread ma che al momento gli analisti giudicano improbabile.