Criptovalute, Ether corre veloce: +100% dai minimo di giugno. Cosa c’è dietro il rally

19 Agosto 2022, di Mariangela Tessa

Continua veloce la risalita di Ether. Dai minimi di giugno, la criptovaluta ha raddoppiato il suo valore (+106% a $ 1.814 venerdì 19 luglio). Una performance che fa impallidire il Bitcoin che, nello stesso arco temporale, ha segnato un +31% (ora si muove sopra i 22 mila dollari da un minimodi $ 17.601).

L’enorme divergenza nelle prestazioni delle due criptovalute va ricondotto a Merge, un aggiornamento del network che cambierà il protocollo alla base della blockchain, previsto per il 15 settembre. La blockchain passerà da un cosiddetto sistema proof-of-work a un modello chiamato proof-of-stake, il che dovrebbe rendere la rete più veloce e più efficiente dal punto di vista energetico.

Nonostante la significativa risalita, entrambe le criptovalute si muovono il 60% sotto rispetto ai loro massimi storici, raggiunti a novembre. Da allora, complici una serie bancarotte e progetti falliti, gli investitori hanno ritirato dal mercato quasi $ 2 trilioni.

Ether: il rally potrebbe continuare

La corsa di Ether potrebbe non essere terminata. Sono diversi gli analisti secondo cui rally potrebbe continuare, anche se non è esclusa una resistenza intorno ai $ 2.000.

“Tuttavia $ 2.000 si sono rivelati una grande resistenza per Ether e l’asset ha bisogno di più vento dietro la sua vela per rompere quel livello ” fa notare Jacob Joseph, analista presso CryptoCompare.

BCE pronta dettare nuove regole per le banche che vendono criptovalute

La Banca centrale europea vuole armonizzare le modalità con cui le banche offrono criptovalute con l’obiettivo di evitare quello che alcuni parlamentari dell’Unione europea hanno definito il “Far West”. In particolare, l’istituto centrale di Francoforte che regola direttamente i principali istituti di credito della zona euro ha comunicato che esaminerà se le attività in criptovalute sono in linea con il “profilo” di rischio di una banca.

Alla Bce spetterà verificare inoltre se una banca è in grado di identificare e valutare i rischi derivanti dai cryptoasset e se i membri del consiglio di amministrazione e il personale informatico possiedono una “esperienza solida” nel settore. Tutto questo dovrebbe tradursi in una serie di regole, che dovrebbe essere messo nero su bianco già a inizio 2023.

A questo proposito, Ville Niinisto, un membro del Partito dei Verdi al Parlamento europeo, ha proposto un emendamento secondo cui le disponibilità bancarie di bitcoin e altre criptovalute non garantite da attività non dovrebbero superare l’1% della misura del capitale di base di livello 1 di una banca.