Costi bancari per l’utenza, Ue chiede maggiore trasparenza

7 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Se 30 milioni di consumatori in tutta Europa sono ancora esclusi dai servizi bancari di base, la colpa dovrà pur essere di qualcuno. Secondo l’Unione Europea la responsabilità è delle banche, che non hanno recepito correttamente le norme comunitarie sull’autoregolamentazione varate nel 2011. I costi del conto corrente e delle relative operazioni allo sportello sono ancora poco trasparenti: ecco perché gli utenti restano lontani dal mondo bancario.

Inoltre, secondo Bruxelles, i consumatori non hanno accesso a informazioni e regolamenti chiari nel momento in cui decidano di cambiare banca. Dalle formule più tradizionali ai nuovi conti online, i prodotti bancari saranno i sorvegliati speciali del 2013 per la Commissione Europea, che gioca sul campo finanziario una delle partite più importanti degli ultimi anni.

Nel 2014, infatti, entrerà a regime la SEPA, l’area unica dei pagamenti in euro, che uniformerà i costi dei servizi bancari in tutta la UE, a beneficio di cittadini e imprese che assisteranno a un abbassamento delle tariffe. Per quella data, in cui 500 milioni di europei non conosceranno più alcuna frontiera per le transazioni di denaro, tutto dovrà essere in ordine.

In contemporanea con i lavori per la SEPA, si svolgeranno quelli per l’attribuzione della vigilanza creditizia unica alla Banca Centrale Europea, in programma da dicembre 2013. Tradotto dal burocratese, gli Stati membri cederanno il controllo sulle banche – adesso compito delle singole banche centrali – all’Eurotower di Francoforte. Su questo processo però, si sono registrate negli ultimi mesi forti contrarietà dalla Germania: probabilmente, la questione assumerà contorni più precisi dopo il voto di Berlino, il prossimo autunno.

Nel frattempo il Commissario Europeo al Mercato interno e ai Servizi finanziari, Michel Barnier, ha indicato la strada per aumentare l’efficienza del sistema bancario europeo e semplificare la vita ai cittadini. Bisogna “rendere un miglior servizio ad un minor costo”, ha scritto nella sua relazione Barnier, agevolando la digitalizzazione del settore. Il risparmio stimato ammonta a un miliardo di euro all’anno, e vale tanto per gli istituti quanto per i consumatori.

L’introduzione delle nuove tecnologie in banca ha già portato i suoi frutti negli ultimi dieci anni anche in Italia. È recente, infatti, il report di Bankitalia che registra un calo dei costi per la gestione dei conti correnti, grazie al boom dei conti online. Maggiore flessibilità ha consentito agli istituti di sprecare meno risorse e di innescare una concorrenza virtuosa. I cittadini hanno risparmiato (i costi sono scesi del 4% solo nel 2011, ndr), ma ancora c’è molto da fare.

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