Così la Fed aiuta le banche con i soldi pubblici

16 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

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In un report pubblicato di recente la Federal Reserve Bank di St. Louis ha spiegato come funziona l’operazione di “Carry Trade monetaria“.

“Gli interessi sulle riserve di liquidità in eccesso (IOER) sono stati una misura efficace”. L’IOER (oggi al 2,2%) “è rimasto su livelli superiori a quelli dei tassi overnight sui depositi e per le operazioni di rifinanziamento pronti contro termine. Ciò implica che almeno alcune banche sono riuscite a ottenere finanziamenti con i prestiti overnight e a depositarli presso la Fed” guadagnando denaro.

Il 2,2% di 1.747 miliardi di dollari equivale a una somma pari a 38,434 miliardi.

Di fatto si tratta di un’operazione di carry trade nei mercati monetari. Mentre la Fed, pagando interessi sulle riserve di liquidità in eccesso, permette alle banche di fare soldi gratis, nell’Unione Europea il settore finanziario deve fare ancora i conti con tassi negativi sui depositi, compromettendo la capacità di rimanere solventi degli istituti di credito maggiormente in difficoltà.

L’idea della Bce è ovviamente quella di spingere le banche a prestare denaro a famiglie e cittadini, quindi all’economia reale, anziché tenerseli per sé. Ma se l’obiettivo era quello di aiutare le banche con i soldi pubblici, allora a conti fatti pare che Ben Bernanke e i presidenti della Federal Reserve che l’hanno succeduto abbiano messo in piedi un piano più efficace di quello di Mario Draghi.

Un programma che invece è stato adottato da entrambe le banche centrali è quello di Quantitative Easing, ossia di acquisto di titoli di Stato e altri asset finanziari sul mercato. La liquidità iniettata dalla Fed è salita da meno di mille miliardi di dollari nel 2007 a 4.500 miliardi nel 2017. Al momento, non reinvestendo i Bond giunti a maturazione, la banca centrale Usa sta gradualmente riducendo il suo bilancio.

Ma l’effetto dell’IOER e del QE negli Stati Uniti è stato quello di portare a un incremento netto delle riserve bancarie. Dagli 8 miliardi di dollari di dicembre 2007 si è passati ai 2.8000 miliardi di metà 2014. Nell’agosto di quest’anno la cifra si attestava in area $1.900 miliardi. Le banche in pratica possono prendere denaro in prestito in operazioni overnight, poi possono depositare il denaro presso la Fed e guadagnare interessi aggiuntivi sulle riserve in eccesso.