Corte Giustizia Ue: acquisto bond Bce “potrebbe essere legale”

14 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Corte di Giustizia europea ha emanato il suo verdetto sul programma OMT lanciato dalla Banca centrale europea, che consiste nell’acquisto di bond governativi. È quanto ha riportato un funzionario della Corte.

Secondo il parere di Pedro Cruz Villalon, la Bce può comprare bond di un paese con un basso rating sul credito senza violare le regole che impediscono il finanziamento di stati membri dell’area euro.

Il piano, ha affermato, “potrebbe essere legale”, perchè è in linea con i trattati Ue ma “alcune condizioni devono essere soddisfatte” e la Bce deve spiegare le ragioni di una strategia di politica monetaria non convenzionale, come questa (che è stata annunciata nel 2012, e che prevede per l’appunto l’acquisto dei titoli di stato, nel caso in cui i costi di finanziamento di uno stato membro dell’Eurozona dovessero salire in modo eccessivo”.

Tra le condizioni che devono essere rispettate nel programma, quella secondo cui la Bce non deve fornire un’assistenza finanziaria “diretta” al paese specifico di cui acquista i bond. Detto questo, la Corte europea ha stabilito che alla Bce deve essere garantita “un’ampia discrezione” nella scelta di manovre di politiche monetarie che ritiene opportune.

La Corte Costituzionale tedesca aveva stabilito l’anno scorso che attraverso il lancio dell’OMT, la Bce fosse andata probabilmente oltre il suo mandato e aveva così chiesto alla Corte di Giustizia europea di decidere sulla legalità del programma.

A questo punto rischia di aprirsi una crisi diplomatica con la Germania: lo aveva anticipato in’intervista lo stesso Hans-Werner Sinn, responsabile dell’istituto economico tedesco Ifo, sottolineando che in caso di sostegno alla Bce, la Germania avrebbe potuto trovarsi nella situazione di essere vincolata costituzionalmente a lasciare l’euro.

“Qualcuno deve arrendersi e quel qualcuno dovrebbe essere la Bce, che dovrebbe rinunciare all’OMT volontariamente”.

Leggi la sentenza della Corte

(Lna)