Conti pubblici, Padoan: basta sforzi, a rischio coesione sociale

3 Ottobre 2017, di Daniele Chicca

“Un’eccessiva restrizione” sul fronte dell’aggiustamento dei conti pubblici dell’Italia “metterebbe a rischio la ripresa e la coesione sociale del Paese”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia.

Lo sforzo per il miglioramento dell’Italia in questi anni di crisi è tra i più significativi dei paesi dell’aerea euro”, secondo quanto riferito da Pier Carlo Padoan nel corso dell’audizione al Senato.

Procedendo lungo un sentiero stretto il governo italiano “è riuscito da un lato a ridurre gradualmente disavanzo e dall’altro ad alimentare la ripresa, mettendo definitivamente alle spalle del Paese la recessione“.

Come accertano gli ultimi dati Istat e i report delle agenzie di rating S&P e Fitch sul Pil, che stimano una crescita su base congiunturale dell’1,5% nel 2017, la ripresa economica sta guadagnando in robustezza” e “ci sarà un ulteriore rafforzamento della crescita a partire dal terzo trimestre”. Tuttavia “non c’è spazio per il compiacimento: c’è ancora tanto da fare”.

Le “risorse” a disposizione per le misure da introdurre nella legge di Bilancio sono “limitate”, ma “dentro la cornice di politica economica” prevista dal governo nel Def “è avviato un percorso con le forze di governo, Pd, Mdp, Ap, e gli altri gruppi, volto a definire ipotesi di intervento in materia di investimenti, lavoro, lotta alla povertà e salute“.

Per Padoan, che ha parlato in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato “è necessario mantenere il giusto equilibrio tra consolidamento di bilancio e politiche per il futuro, crescita, giovani e inclusione”.

Dal punto di vista della composizione, ha spiegato Padoan “il disegno di legge di Bilancio per il triennio 2018-2020 introdurrà misure selettive, impulso alla crescita attraverso l’incentivazione agli investimenti privati e potenziamento di quelli pubblici, promozione e inclusione sociale dell’occupazione in particolare per i giovani”.

“Le risorse disponibili, una volta sterilizzate le clausole di salvaguardia per il 2018, – ha proseguito Padoan – sono limitate tenuto conto dell’esigenza di ridurre il disavanzo e ridurre il debito. Le nuove politiche per lo sviluppo, la competitività e la coesione sociale, la disattivazione delle clausole nel 2018 e le spese indifferibili comportano nel loro insieme maggiori oneri pari a circa l’1,1% del Pil nel 2018 e verranno finanziate per circa 0,5 punti da nuove coperture e la restante parte da maggiore indebitamento netto rispetto allo scenario tendenziale. Le coperture – ha aggiunto sempre Padoan consisteranno per il 40% circa da tagli strutturali sulla spesa pubblica e per il 60% da maggiori entrate”.

“L’impatto positivo sulla crescita 2018 e 2019 delle misure espansive per lo sviluppo competitività e coesione sociale è significativo – ha concluso Padoan – mentre quello delle coperture è relativamente modesto per via della composizione delle misure allo studio. Alle misure sulla lotta all’evasione fiscale si accompagnaranno misure di revisione della spesa”.