Conte, come si muoverà in Europa il nuovo governo

1 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

La linea, più volte espressa dagli esponenti del nuovo governo Conte, suona più o meno così: non vogliamo uscire dall’euro, ma vogliamo ridiscutere con forza le regole dell’Unione Europea. Il negoziato sulle riforme dell’Eurozona vede nel presidente francese Emmanuel Macron, fra i primi ad augurare buon Lavoro al premier incaricato Conte, l’alleato più naturale. Del resto, l’ultimo sondaggio Euromedia afferma che il 60% degli italiani resta dell’idea che bisogna restare dentro l’euro.

I nodi da sciogliere, però, non mancano: il costoso contratto di governo verrà attuato nella misura in cui possa rispettare le regole attualmente vigenti, nell’attesa di riscrivere i vincoli del Fiscal Compact, oppure si cercherà direttamente lo scontro aperto con Bruxelles? E ancora, tenendo conto che i trattati europei debbono essere riformati con voto unanime, quale sarebbe la posizione del governo se fallisse (come probabile) la trattativa verso una maggiore apertura? Tornerebbe in campo l’ipotesi di uscita dall’euro?

I segnali arrivati nelle ultime ore indicano un approccio cauto sulla questione: su Twitter l’economista Alberto Bagnai, fra i più noti sostenitori dell’uscita dall’euro, ha spiegato che la linea del nuovo governo consiste “solo in un mix di investimenti e di sostegno alla domanda. Non possiamo credere che i nostri amici europei avranno obiezioni contro questo approccio ortodosso”.

Nel frattempo, da via Bellerio, storica sede milanese della Lega è stato sbiancato il grosso murale che ancora mostrava il vecchio nome del partito “Lega Nord” seguito dal motto “Basta euro”. Il realismo sembra farsi strada, dunque, ora che dalla piazza M5s e Lega si apprestano a occupare i palazzi del potere. Resta da vedere se e quanto il nuovo governo sarà disposto a rischiare, esponendosi allo scontro aperto con i partner europei, pur di mantenere le tante promesse contenute nel contratto di governo.