Consulenza finanziaria, come investire in questo momento? Le dritte dei consulenti

26 Maggio 2022, di Valentina Magri

In un contesto di mercati difficile come quello attuale, caratterizzato da inflazione, volatilità, crisi ucraina e recessione in agguato, la domanda: “Come investire?” è sempre più pressante tra i risparmiatori in generale e tra i clienti della consulenza finanziaria in particolare. Abbiamo chiesto un paio di suggerimenti su come comportarsi con i risparmiatori in questo momento ad alcuni consulenti finanziari e private banker, raffigurati nell’ordine nella foto sopra: Laura Facchin (private banker di IW Private Investments SIM); Maurizio Mapelli ( consulente finanziario senior Azimut); Aniello Milano (consulente Efpa, vicepresidente sezione territoriale di Napoli di ANCP – Associazione Nazionale Consulenti Patrimoniali); Sara Vati Pucci (private wealth advisor di Sanpaolo Invest). Ecco le loro risposte.

Quali sono le preoccupazioni dei risparmiatori in questo momento?

“Sono principalmente legate al contesto reale piuttosto che al contesto finanziario e alle oscillazioni dei mercati finanziari. La pandemia ha fatto emergere sensibilità e fragilità personali con le quali molti avevano iniziato a trovare, non senza difficoltà, un punto di equilibrio: il nuovo contesto geopolitico ha minato ulteriormente la situazione rendendo ancora più incerto il futuro, alimentando preoccupazioni e sfiducia che vanno affrontate e gestite cercando di mantenere una prospettiva positiva”, racconta Facchin.

In questo scenario, Mapelli mette in guardia dai rischi dell’emotività, che può “portare a commettere fatali errori comportamentali. Dico spesso ai miei clienti che il rendimento non dipende solamente dai mercati finanziari ma anche e soprattutto dal comportamento oltre che da una corretta pianificazione finanziaria legata ai propri obiettivi di vita“.

Come spiega Milano, vi sono poi altri risparmiatori preoccupati per le “oscillazioni subite dal portafoglio, guardando le consistenti differenze di valorizzare rispetto a fine 2021 e inizio anno”, oltre a quelli che pensano a “come difendersi dall’inflazione crescente a causa dell’ aumento dei prezzi delle materie prime, dalle conseguenze della crisi ucraina e dal rischio di una recessione economica“, aggiunge Vati Pucci.

Come spieghi la situazione attuale ai risparmiatori?

La chiave di volta è “spostare l’attenzione dalle preoccupazioni dall’emotività a valutazioni oggettive, sulle quali focalizzare e indirizzare pensieri e risorse laddove ci siano dei correttivi da mettere in pratica per una maggior tutela patrimoniale futura”, dice Facchin. In merito, Milano segnala l’importanza di: “riportare l’attenzione sul lungo periodo anche se difficile e di fare educazione finanziaria, attraverso la mia newsletter, il podcast e anche il canale YouTube, spiegando che esistono momenti del genere sui mercati e sono sempre esistiti, la differenza la fa come si reagisce”.

Altrettanto fondamentali sono il dialogo e l‘aggiornamento costante dei clienti. Come sottolinea Vati Pucci, “nel rapporto tra consulente e cliente è fondamentale avere un dialogo costante sia sulla situazione macroeconomica, sia sulle aspettative e preoccupazioni legate alla situazione patrimoniale del cliente. Un’informazione costante sull’attualità e la condivisione della ricerca ci consente di spiegare e interpretare la realtà in consigli personalizzati”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Mapelli, che evidenzia: “Anche grazie ad un continuo aggiornamento professionale ed al supporto della mia società, Azimut, tengo costantemente aggiornati i miei clienti, ad esempio con cadenza quindicinale invio loro via mail o sms il report con la view globale sui mercati preparato dal global team di gestione del Gruppo Azimut. Nei momenti più critici o per situazioni particolari come quella che stiamo vivendo invio anche un report di approfondimento ed infine effettuo telefonate o incontri per fare il punto più personalizzato con il singolo cliente, magari convenendo con lui di intervenire in acquisto per sfruttare i prezzi convenienti. Sono questi comportamenti di vicinanza che secondo me fanno la differenza, tanto che lavorando in questo modo io ricevo pochissime telefonate di clienti preoccupati“.

In quali asset class suggerisci di investire?

Facchin in proposito chiarisce: “Il mio approccio consulenziale è cliente-centrico, non contesto-centrico: qualsiasi opportunità di mercato a mio avviso deve essere colta in piena coerenza con la situazione reddito-patrimoniale del singolo cliente. Pongo pertanto molta attenzione nella definizione di un progetto patrimoniale ad hoc, responsabilmente tarato sulle esigenze specifiche di ogni singolo cliente più che sulla base del generico contesto di mercato”.

Un approccio simile a quello di Mapelli, che enfatizza il ruolo del tempo: “Costruisco ogni portafoglio in maniera strategica sui bisogni dei miei clienti. Non vario la parte core (strategica) perché il mercato è volatile, solamente una piccola percentuale viene gestita tatticamente per sfruttare la volatilità del mercato e migliorare la performance complessiva a scadenza. L’ingrediente fondamentale per avere un ritorno è il tempo: saper aspettare che l’investimento effettuato esprima il giusto valore è un approccio fondamentale e necessario per raggiungere i propri obiettivi di investimento“.

Milano suggerisce a chi ha un profilo di rischio-medio alto di investire in azioni e nel settore finanziario. Infine, Vati Pucci sottolinea il ruolo della diversificazione di portafoglio: “In un’ottica di costruzione del portafoglio di medio lungo periodo, ritengo sia essenziale avere un’asset allocation diversificata, che consenta di avere investimenti coerenti col profilo di rischio del cliente”

Cosa consigli di fare per difendersi dalla volatilità?

Facchin premette che “la volatilità dei mercati è una componente fisiologica degli investimenti che va gestita e non subita come fosse un evento accidentale. Nelle fasi di volatilità, e in particolar modo in quelle di storno dei mercati, è fondamentale riconsolidare la strategia inizialmente condivisa per la definizione di quello specifico portafoglio di investimento, ripercorrendone le logiche sottostanti e il protocollo comportamentale definito a monte. Il tempo e la volatilità dei mercati sono potenti moltiplicatori degli obiettivi di vita, ma ciò che può determinarne il successo sono i nostri comportamenti“.

Secondo Vati Pucci, “la diversificazione che sta alla base di una corretta asset allocation di medio lungo termine consente di affrontare anche periodi di elevata volatilità“.

Per Mapelli, la parola d’ordine è “comprare ogni volta che viene voglia di vendere. Se ciò non fosse possibile stare fermi è già il modo migliore per lasciare passare la burrasca”. Sul fronte dei prodotti, propone di volgere lo sguardo all’economia reale, come i fondi di private equity e private debt, che investono in titoli non quotati e quindi per definizione pongono al riparo dalla volatilità e dovrebbero migliorare la performance complessiva di portafoglio sul lungo periodo, come dimostrano le analisi dei dati degli ultimi 30 anni”. Fermo restando che “questa tipologia di investimenti può costituire solo una minima percentuale del proprio portafoglio perché non è possibile venderli prima della scadenza, normalmente 7-10 anni (fondi illiquidi). Essendo prodotti diversi rispetto a quelli tradizionali vanno anche studiati bene con il proprio consulente”.

A suo avviso, un altro strumento utile per ridurre al minimo la volatilità sul medio lungo periodo è il buon vecchio piano di accumulo capitale (Pac) automatico su fondi comuni azionari. Su tema dei Pac, Milano fornisce un’idea di “politica anti-inflazionalistica” da applicare ai portafogli: i Pac con modalità accelerata o aumentata. “Spiego con un esempio. Un Pac di 1.000 dollari mensili su S&P 500 negli ultimi 20 anni avrebbe fornito un rendimento del 9,94% annuo (contro una performance dell’indice del 7,33%). Al 31 marzo 2022 avremmo avuto 712.346 dollari su 240.000 progressivamente (e saggiamente) investiti. Se invece avessi fatto un Pac aumentato con queste modalità:

  • se l’indice ha un drawdown maggiore del 10%, raddoppiamo;
  • se ha perso più del 20% triplichiamo;
  • se ha perso più del 30% moltiplichiamo per sei!

Purtroppo dopo il 2009 – 2010 non ci sono più state occasioni da sei, ma un bel moltiplicatore per tre nel marzo 2020. Risultato? Su 391.000 euro investiti abbiamo un montante di 1.385.423, con un rendimento del 10,78%”.