Consiglio Ue su migranti e Brexit decisivo. Merkel: “o la va o la spacca”

28 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

Oggi si apre il Consiglio europeo, un summit cruciale visto che tanti sono gli argomenti in agenda e la posta in gioco sia dal punto di vista economico che politico è alta. E per la Cancelliera della prima economia dell’area, “o la va o la spacca”.

Dalla questione migranti alla Brexit fino alle banche, il vertice di due giorni in programma a Bruxelles, vede ancora un’Unione europea impegnata in una lotta su più fronti e una capacità di restare unita in bilico. Ad animare il dibattito sarà soprattutto la questione migranti su cui il Governo Conte è convinto di avere una strategia vincente – ossia rimpatri in cambio di flessibilità – e intraprenderà una vera e propria battaglia a Bruxelles  chiedendo di uscire da Dublino. Il vertice che si apre oggi è importantissimo anche per il cancelliere tedesco Angela Merkel che si gioca tutto.

Ecco gli argomenti principali della riunione, che dovrebbe iniziare alle 15.00.  In primis la questione migranti, in cima all’agenda dell’UE non a causa di un altro grande afflusso – i numeri sono in calo dal 2015 – ma a causa delle conseguenze politiche dell’ultima crisi che vede protagoniste Roma e Berlino.

Mentre a Roma il nuovo governo sta respingendo i carichi di imbarcazioni di rifugiati principalmente africani, a Berlino, la cancelliera Angela Merkel si trova di fronte a un ultimatum del suo stesso ministro degli Interni per convincere gli Stati in prima linea, come l’Italia, a riammettere i migranti. La cancelliera, parlando al Parlamento a Berlino, ha affermato che non sarà in grado di raggiungere un accordo comune in materia di asilo al vertice UE.

“Tutti in Europa concordano sulla necessità di ridurre l’immigrazione clandestina. Ma per quanto riguarda la politica di immigrazione, non è ancora dove vogliamo che sia”.

Altro capitolo in agenda la questione protezionismo con la guerra commerciale avviata dal presidente Donald Trump. Una questione urgente visto che il presidente dell’UE Donald Tusk ha scritto nell’ordine di invito che “le relazioni transatlantiche sono sotto pressione a causa delle politiche del presidente Trump” e che “pur sperando nel meglio, dobbiamo essere pronti a preparare la nostra unione per gli scenari peggiori”.

I leader Ue, secondo una bozza di dichiarazione del vertice che rende nota Bloomberg, prenderanno i seguenti provvedimenti: respingere l’argomento secondo cui i dazi sull’acciaio e sull’alluminio stranieri sono giustificati da motivi di sicurezza nazionale, sottolineare la necessità di mantenere l’ordine commerciale globale in un contesto di “tensioni crescenti”, adoperarsi per migliorare il funzionamento dell’Organizzazione mondiale del commercio.

Altra questione l’euro: i leader di tutti i paesi dell’UE, ad eccezione della Gran Bretagna, venerdì mattina approveranno le misure volte a sostenere la zona euro rafforzando il Fondo salva Stati, dotandolo di maggiori poteri sui futuri programmi di salvataggio e lasciando che funga da sostegno per l’entità responsabile della liquidazione delle banche fallite.

La Brexit non mancherà. Questo avrebbe dovuto essere il grande vertice dell’Unione europea per risolvere molte questioni relative all’uscita di Londra dall’Ue, ma con i negoziati che procedono a passo di lumaca tra persistenti divergenze su questioni delicate come il futuro confine irlandese, non accadrà nulla del genere.