Pil, Confindustria azzera le stime nel 2019

27 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Per l’Italia crescita zero nel 2019 e in esiguo miglioramento nel 2020 (+0,4%). Così riferisce Confindustria nel presentare il nuovo rapporto del suo Centro Studi intitolato “Dove va l’economia italiana e gli scenari geoeconomici”. Le prospettive non sono molto più pessimiste di quelle del governo, che le ha appena ridimensionate allo 0,1% dallo 0,9%.

Nel documento, Viale dell’Astronomia sottolinea come, rispetto alle previsioni di ottobre 2018, la crescita del Pil prevista per quest’anno è rivista al ribasso di ben 0,9 punti. Tre quarti di questo gap sono dovuti alla minore domanda interna, un quarto a quella estera.

Si fa urgente il tema della domanda interna: gli investimenti privati sono per la prima volta previsti negativi dopo anni di crescita (-2,5% quest’anno, escluse le costruzioni). Urgente attivare misure che stimolino gli investimenti privati, come il ripristino del super ammortamento.

Confindustria: senza fiducia, politiche potranno ben poco

“Ma senza un clima di fiducia migliore, le politiche potranno fare ben poco. I consumi sono anch’essi fermi: oscilleranno tra calo della fiducia, aumento del risparmio, risorse dal reddito di cittadinanza, rincari IVA”, secondo Confindustria.

E come ha evidenziato il rapporto 2019 sul mercato del lavoro in Europa dei sindacati europei di ETUI, la produttività lavorativa del nostro paese è la peggiore dell’area.

Sul capitolo reddito di cittadinanza e Quota 100, il Centro Studi degli industriali ammette che darebbero un contributo al PIL stimato significativo nel 2019 ma poi molto meno marcato negli anni successivi.

Tuttavia, queste due misure della Legge di bilancio, annunciate già nella primavera 2018 e realizzate a deficit, hanno contribuito al rialzo dei tassi sovrani e al calo della fiducia, con un impatto negativo sulla crescita. È necessario che gli investimenti pubblici si attivino e siano realizzate a fine anno le spese già a bilancio.

Negli ultimi tre anni, rileva sempre Confindustria, “la spesa pubblica per investimenti a consuntivo è stata sempre più bassa di quanto iscritto a bilancio. Servono regole semplici che riattivino rapidamente gli investimenti”.

Come evidenziato nel grafico dell'istituto dei sindacati europei ETUI, nel 2018 gli investimenti pubblici sono cresciuti nella maggior parte dei paesi europei, ma non in Italia.